Verso una vita normale

Verso una vita normale

“Oggi calcoliamo che circa 18mila persone in Italia vivono con l’infezione da Hiv e non sanno di essere infetti. Vuol dire che si devono cercare nuove strategie per far emergere il sommerso, per far sì che queste persone possano essere diagnosticate rapidamente e non avvenga ciò che sta abitualmente avvenendo, cioè una diagnosi tardiva che comporta mille problematiche in termini di salute per il paziente e di sanità pubblica, perché questo vuol dire aumentato rischio di trasmissione della malattia”. È il monito lanciato dall’infettivologo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) [vedi l’agenzia di stampa Adnkronos L’infettivologo: “18mila con Hiv e non lo sanno].

 

Gli studenti del Primo Levi di San Donato Milanese, che oggi affrontano una nuova sessione formativa del progetto Fattore J [vedi Vivere con Hiv], hanno avuto modo di conoscere il professore Massimo Andreoni in occasione dell’evento live Esperti in classe [vedi la notizia Salute, è tempo di empatia].

 

Oggi con gli esperti del Network Persone Sieropositive gli studenti di 8 classi tornano a parlare di prevenzione, screening e qualità di vita, ma anche di superamento della stigmatizzazione e discriminazione dei pazienti.

 

Fattore J, promosso da Fondazione Mondo Digitale con Janssen Italia, è il primo curricolo per la scuola italiana per educare i giovani a sviluppare intelligenza emotiva, rispetto ed empatia verso le persone che vivono una situazione di grave disagio o sono affette da malattie. Un’importante operazione sociale per stimolare il cambiamento culturale e di mentalità a partire dalle nuove generazioni.

Scritto da: Eleonora Curatola