Un originale regalo di natale

Un originale regalo di natale

Sembra che il regalo che vada per la maggiore sia il test del Dna: Compra un test del DNA per tutta la famiglia e sotto l’albero la sorpresa. Consente di scoprire da dove si proviene, l’area geografica, i gruppi etnici di appartenenza, gli antenati e i parenti stretti.

Si è sviluppata tutta un’area merceologica che si propone di migliorare la vita delle persone individuando le strette parentele, così da porle in contatto con i parenti, avere maggiori informazioni sulla famiglia e scoprire antenati comuni.

Il test del Dna, riportano le istruzioni allegate, si effettua con un semplice tampone strofinato internamente alla guancia per circa 45 secondi. Il tampone così imbevuto viene inserito in una provetta e spedito a un laboratorio che lo analizza. I risultati, dopo congruo tempo, in media quattro settimane, vengono esposti per una visione online su un’area protetta del sito web del laboratorio. L’accesso ai dati è protetto da password nota solo all’interessato.

L’algoritmo del laboratorio ricerca la corrispondenza del Dna in analisi confrontandolo con quelli presenti nella banca dati così da rivelare la percentuale del Dna condivisa con le corrispondenze. Questa percentuale mostra quanto stretta sia la parentela.

Il crollo dei costi ha permesso la diffusione di questa analisi che estrae il Dna e sequenzia il genoma per qualunque individuo. Se lo scopo è quello familiare occorre regalare un kit di analisi per ogni membro della famiglia.

Ovviamente si suppone che i test siano raccolti e analizzati con cura, ma avvertono gli esperti che alcune discrepanze possono ancora derivare da differenze nelle banche dati del Dna delle aziende.

Vi sono laboratori che stanno allestendo banche di dati genetici di oltre un milione e mezzo di soggetti.

Se supponiamo che i dati generati siano esatti, il secondo interrogativo riguarda la loro interpretazione. Ed è qui che la faccenda si intorbidisce e molti risultati si rivelano fallaci.

Le cronache riportano che ci sono stati alcuni casi bizzarri di fallimento come quello di una società che non è riuscita a capire che il Dna del campione ricevuto proveniva da un cane e non da un essere umano.

Le analisi proposte quali regali di natale escludono la ricerca di malattie congenite focalizzandosi principalmente sulla individuazione degli antenati, l’etnia e le possibili parentele.

Questa analisi del Dna va molto bene per determinare i rapporti familiari stretti, la cronaca racconta di decine di storie di ritrovamento e identificazione di familiari perduti.

Il divertente test incrocia i dati attuali indicando solamente dove si trova oggi sulla Terra un Dna analogo a quello analizzato, non possono, per mancanza di dati, indicare l’origine degli antenati.

Gli algoritmi di analisi suppongono, con poco senso scientifico e per deduzione, le percentuali significative dei luoghi di provenienza degli antenati. Si hanno risultato che indicano che nel Dna si intravedono percentuali di americanità, più altra percentuale asiatica e così via.

I risultati però possono non essere accolti con reazioni positive, come racconta l’articolo Compra un test del DNA per tutta la famiglia e sotto l’albero la sorpresa

Alle volte possono sorgere scoperte sensazionali, scioccanti e impreviste, in particolare che non sempre i figli sono figli dei genitori. Inoltre l’analisi può non coincidere con la storia attesa e questa non sempre porta ad essere accettata e ravvicinare una famiglia.

Oltre questi fatti interni al nucleo familiare si ha il problema della marea di dati genetici regalati a società private.

Negli ultimi anni si è osservato un interesse crescente per il business della genetica associato a quello dell’intelligenza artificiale e posto sotto attenzione dalle multinazionali del web, Google in testa.

Occorre quindi domandarsi cosa potrebbe succedere se i test dei Dna uscissero dai laboratori per finire nelle mani di imprenditori e commercianti.

Una possibile risposta è la vendita delle informazioni alle case farmaceutiche che possono guadagnare con la pubblicità online mirata ai farmaci personalizzati in base al Dna, come pure vendere cucchiai per malati di Parkinson, lenti a contatto per controllare la glicemia, etc.

Infine realizzare una app per cellulari che mediante le informazioni genetiche estratte dalle opportune banche dati del Dna siano in grado di consigliare gli utilizzatori in tempo reale su prodotti, diete da seguire, ristoranti in cui cenare, e ogni altra decisione attinente alla vita e alla salute, così da prevenire le malattie direttamente con lo smartphone.

Lo scopo è portare il Dna ad essere un mezzo commerciale per raggiungere i consumatori.

Non bisogna però trascurare che neppure 30 anni fa esistevano, ed erano discriminate, le minoranze, e i diversamente abili, alle donne non sempre era garantita l’uguaglianza, non si era favorevoli alla liberazione dei costumi e le persone con comportamenti considerati deviati erano rinchiuse in manicomi. In molti paesi lo sono ancora e rigurgiti del passato sono ancora presenti nei così detti paesi tecnologicamente avanzati.

Dinamiche malvagie possono nascere difronte a pulsioni spinte a sodisfare istinti irrazionali.

Siffatte banche dati, con informazioni esatte o meno, con algoritmi coerenti con la bisogna o meno, possono rappresentare una base con cui operare contro chi non condivide la medesima visione o sia ritenuto inadatto a stare al mondo.

Meglio quindi accorgersi della possibile deriva, stare attenti e vigilare affinché tutto questo non avvenga.

I politici e i governi, che dovrebbero vigilare sulle grandi questioni contemporanee, si dovrebbero impegnare a gestire correttamente questi scenari informando i cittadini sui possibili aspetti non etici e non limitarsi al solo immaginario dedotto dall’apparenza positiva della tecnologia.

Scritto da: Marcello Pistilli