Un abito per l’emergenza

Un abito per l’emergenza

Gli abiti che indossiamo ogni giorno possono trasformarsi in alleati per la nostra salute? Ci possono difendere dagli agenti esterni più insidiosi e nello stesso tempo monitorare il nostro stato di benessere? Non pensiamo alle tute che i medici indossano nei reparti più a rischio ma a capi base, da indossare ogni giorno, quando l’emergenza, come oggi, diventa quotidiana.

Matteo Viscogliosi, maker e designer, che per la Fondazione Mondo Digitale ha curato la sfilata Fashion Digital Night, ci ricorda che sulla passerella di Altaroma abbiamo visto qualcosa di molto simile, come HYPSIBIUS, il progetto vincitore per la categoria Wearable Technology della seconda edizione del contest Digital Made. For Young Fashion Talents.

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“La nostra linea di indumenti e accessori ci prepara per quell’ambiente devastato e duro che costringe le persone a rimanere isolate per lunghi periodi di tempo e a muoversi costantemente per sopravvivere”, ci hanno spiegato le creatrici Julieta Scatena e Luciana Romano, quando ancora non sapevamo come il coronavirus stava per trasformare le nostre vite.

Le due giovani stiliste argentine lavorano su capi versatili e personalizzabili con accessori digitali pensati proprio per ambienti ostili. “La nostra proposta è quella di sfruttare la tecnologia per realizzare abiti che possano diventare un alleato cruciale per la sopravvivenza”.

L’abito presentato sulla passerella della Fashion Digital Night ha un dispositivo di misurazione della frequenza cardiaca e delle condizioni meteorologiche, un sensore di movimento e un metal detector. Tutto è visibile e facilmente accessibile per facilitarne l’uso in caso di emergenza.

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Scritto da: Ilaria Bonanni