Truffe e false notizie: non è tempo di abbassare la guardia

Truffe e false notizie: non è tempo di abbassare la guardia

In questi giorni di Covid-19 la diffusione di fake news e truffe si è accentuata invadendo tutti i media, ma soprattutto i canali social.

Il tempo forzato di isolamento induce a ripensare la vita da una prospettiva interiore. Il ripetere gli stessi gesti come il vedere oggetti e cose in un continuo monotono e assillante, conduce ad allentare le difese e le attenzioni che si erano alzate verso il mondo esterno sia reale sia virtuale.

La paura di perdere la salute dilata fino a frantumare le certezze. Ci si rivolge ai canali social per evitare la realtà, ma si è sommersi solo da false certezze, tesi infondate esposte come nuove frontiere della verità.

Si cerca conforto nella ricerca di messaggi che possano portare evidenze, accettando pure spiegazioni fantasiose basate su tesi strampalate.

È questo il momento che soggetti non etici paiono celebrare come un evento per loro irripetibile.

Adesso che si ha bisogno più che mai di buon senso, di informazioni corrette e attendibili la ricerca di notizie al di fuori dai media attendibili porta solo sgomento e rabbia, e uccide quel minimo di serenità che si tenta di costruire.

Tutte le fake news hanno un componente di verità che poi viene stravolta da tesi surreali che minano le certezze di chi non avendo competenze e non conoscendo la materia è portato a credere.

L’incessante, assillante e ripetitiva condivisione diffonde la bufala fino a farla accettare, è questo il momento di maggior pericolo perché si è indotti ad approvare la notizia falsa virandola a vera così da rilanciarla in rete, o come messaggio verso i cellulari dei conoscenti accettandone l’infondatezza.

Così le aziende hanno deciso di inasprire ulteriormente le misure restrittive, limitando la possibilità di inoltrare a una sola persona i messaggi già inoltrati più di cinque volte [vedi WhatsApp, messaggi inoltrabili a un solo contatto per volta per limitare la diffusione di fake news].

Circolano tesi surreali come quella che lega la diffusione del coronavirus alla nuova tecnologia 5G [vedi l’articolo «Coronavirus e 5G sono correlati»: la teoria del complotto che ha fatto incendiare le antenne in Inghilterra].

Il messaggio è calibrato sul momento, abbina la verità del covid-19 con una rivoluzione basata su una tecnologia innovativa, ignota ai più, ma la cui diffusione è visibile ed è prossimo l’arrivo.

È antica la paura di una tecnologia che non si conosce, ma è su queste paure irrazionali che giocano i soggetti non etici che ricercano un’effimera visibilità.

Tutti i messaggi allarmistici e senza basi scientifiche sono largamente condivisi e hanno spinto alcune piattaforme a limitarne la circolazione come pure i media tradizionali ad alzare le difese anche tramite spot ampiamente passati sui canali Mediaset.

Hai messaggi falsi, ma in definitiva innocui, il momento affianca anche messaggi falsi ma estremamente pericolosi capaci di innescare virus informatici che possono danneggiare l’apparato e minare anche economicamente la vittima.

È il caso segnalato come “malware Anubis”, vecchia conoscenza [vedi l’articolo Come funziona Anubis, il malware che sfrutta l’INPS come esca]. Era già stato segnalato anni fa come email fraudolenta [vedi l’articolo Anubis Malware colpisce ancora: attenzione alle app scaricate da google play store].

Esso sfrutta modus operandi tradizionali attualizzandoli al momento, ieri era richiesto di scaricare una bolletta Enel, come pure la “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” da parte dell’Agenzia delle Entrate [vedi Falsi rimborsi Agenzia delle Entrate: attenzione alle mail truffa].

Oggi si chiede di scaricare un modulo INPS riguardante la propria domanda per il bonus da 600 euro. Per chi riceve la mail sembra qualcosa di legittimo, ma il messaggio induce a cliccare sul link così da scaricare un malware che, installato sull’apparato, permette ai criminali di accedere al dispositivo e impadronirsi dei dati e delle informazioni in esso contenuti come le credenziali e i dati per l’accesso all’istituto bancario.

Al riguardo INPS avvisa che:

Questi SMS non sono inviati dall’INPS. Eventuali SMS che l’Istituto dovesse inviare non conterranno link a siti web, l’unico accesso ai servizi INPS è tramite il sito istituzionale“.

Importante è usare sempre attenzione quando si ricevono simili messaggi e ragionare per distinguere il vero dal falso verificando sempre le notizie che si apprendono tramite siti istituzionali o siti di media tradizionali, nel dubbio chiedere le fonti, le prove o l’aiuto di una persona esperta come a un ente davvero competente, così da rilanciare una corretta informazione basata su fonti affidabili e fatti scientifici.

Infine, qualche consiglio:

  • usare sempre una sana diffidenza e controllare prima di accettare un qualsiasi messaggio
  • accertare sempre il mittente del messaggio
  • non cliccare mai su eventuali link presenti nel testo del messaggio, se non sei certo del mittente
  • aprire un eventuale allegato solo dopo aver verificato il mittente
  • un’istituzione, o una banca non invierà mai un messaggio per richiedere le credenziali
  • diffidare sempre di messaggi scritti in un italiano scorretto
  • comunque e sempre non fornire mai dati personali
  • chiedere aiuto a una persona esperta se un messaggio non convince
  • nel dubbio cancellare il messaggio senza esitare
  • se si ritiene di essere stati truffati denunciare subito l’accaduto alla polizia con più dettagli possibili
  • comunicare la frode alla banca e tenere sotto controllo il conto e la carta di credito.
Scritto da: Marcello Pistilli