Share, condividiamo conoscenze informatiche, lingua e cultura

Share, condividiamo conoscenze informatiche, lingua e cultura

Il laboratorio di alfabetizzazione digitale “Share“, realizzato da Fondazione Mondo Digitale con l’intento di guidare i migranti in un percorso di conoscenza delle tecnologie e di sviluppo delle digital skills, è stato ospitato all’interno di Binario F di Facebook lo scorso 9 novembre.

Presenti anche gli studenti dell’IIS Croce-Aleramo in alternanza scuola-lavoro, accompagnati dalla professoressa Carla Raschillà. I ragazzi si sono trasformati in facilitatori digitali per un giorno per accompagnare alcuni dei cittadini stranieri del Centro Enea alla scoperta delle proprie necessità e del mondo del web. Questo è solo il primo degli incontri che vedrà in veste di tutor gli studenti dell’IIS Croce-Aleramo: in programma 5 appuntamenti.

Il laboratorio dal taglio “interculturale” vuole accelerare il processo di inclusione e integrazione dei migranti nella società, per garantire loro l’acquisizione di quelle competenze strategiche fondamentali per una piena cittadinanza, anche nel digitale.

Vagone FMD. Digitali da 01 a 100“, con le sue attività pensate per trasformare le nuove tecnologie in strumenti di partecipazione, continua a confermarsi un programma prezioso per lo sviluppo di una comunità intelligenteconsapevole e aperta a culture e bisogni differenti. Con “Share” Fondazione Mondo Digitale accoglie i migranti e realizza, grazie ai giovani partecipanti delle scuole, percorsi formativi individuali a partire dalle difficoltà riscontrate in un Paese diverso dal proprio, l’Italia.

Dall’inizio del 2015 oltre 1 milione di persone sono state infatti costrette ad abbandonare il proprio Paese di origine e ad attraversare il Mediterraneo, rischiando la vita per raggiungere l’Europa. Un viaggio di disperazione, molto pericoloso, che ha visto più di 7.000 persone morire in mare. Secondo i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati (UNHCR), tra il primo gennaio e il 31 ottobre 2018 hanno raggiunto l’Europa più di centomila migranti e sono sbarcate sulle coste italiane 21.578 persone.

Grazie a un Cruscotto statistico giornaliero, a cura del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, è disponibile un insieme di numeri aggregati sul fenomeno: per un quadro aggiornato sull’andamento degli arrivi e sulle presenze dei migranti nelle strutture di accoglienza, anche nell’ambito del Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), cliccate sul link.

Le difficoltà che i migranti riscontrano al loro arrivo nei paesi europei sono molte, motivo per cui sono in forte aumento le persone residenti nei centri di accoglienza SPRARCARA e CDA.

Protagonista del primo appuntamento in calendario con il laboratorio “Share” è proprio uno di questi, il Centro Enea, che offre ai migranti vitto, alloggio e servizi di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Sconfitta la timidezza iniziale – soprattutto dei migranti -, i partecipanti, suddivisi in piccoli gruppi, si sono conosciuti meglio, mettendo alla prova le proprie competenze linguistiche, da una parte l’italiano e dall’altra il francese. L’obiettivo del primo incontro è stato quello di capire quale fosse il rapporto degli “alunni” con le nuove tecnologie. Lo abbiamo fatto mediante un questionario che ha permesso di rilevare il livello di conoscenza del digitale, ma anche chi fossero e da dove provenissero i migranti in aula, le loro difficoltà ed esigenze.

Abbiamo conosciuto meglio Francisindiano 29enne a Roma da un anno, che nel suo paese era un elettricista mentre qui in Italia ha lavorato come benzinaio. Francis sa usare il pc ma vuole imparare a realizzare il suo curriculum vitae in Power Point. Isso, invece, viene dal Mali, conosce poco l’italiano e usa solo il telefono per mettersi in contatto con i suoi cari. Poi c’è Ramadan, 23 anni della Siria, che è a Roma solo da pochi mesi. Lui conosce il curdo e l’arabo, ha lavorato come muratore ed è molto interessato al web e al digitale.

Tante storie a tanti bisogni tra loro diversi. Quello che è emerso, però, è la necessità condivisa di perfezionare l’italiano e imparare l’uso di programmi utili alla creazione di cv, la voglia dunque di aumentare le proprie possibilità nel mercato del lavoro, ma anche il desiderio di mettersi in contatto con la propria famiglia sfruttando la tecnologia.

Terminata l’analisi dei bisogni è iniziato il processo di realizzazione di un audio vocabolario multilingue, a partire dall’individuazione delle prime 5 parole che un italiano dovrebbe sapere prima di partire per il Paese di origine dei migranti presenti in aula.

Il laboratorio si è concluso con la ricerca in rete di immagini per la realizzazione di un testo che raccontasse le diverse culture dei cittadini stranieri – monumenti, bandiera e piatti tipici -, con una maggiore consapevolezza dei partecipanti, e con le interviste ad alcuni di loro, Samba, Carla e Nicole: per ascoltarle potete visitare il nostro canale YouTube dedicato a Vagone FMD.

 

Sotto la gallery fotografica che “riassume” il laboratorio.

 

 

Scritto da: Ilaria Bonanni