Nel mondo di Flatlandia

Nel mondo di Flatlandia

Siamo giunti al settimo appuntamento con i “docenti della scuola del noi“, che abbiamo anche definito come “i-docenti”, gli insegnanti dell’inclusione, che lavorano ogni giorno per non lasciare nessuno indietro [vedi la notizia La scuola del noi].

 

Oggi, con un breve video e un’intervista curata da Ilaria Gaudiello, conosciamo Silvia Giordano, docente di Matematica e Scienze alla scuola secondaria di I grado, animatrice digitale e Google Trainer certificata.

 

 

 

Chi è Silvia Giordano. Docente di Matematica e Scienze alla scuola secondaria di I grado, è stata in passato insegnante di sostegno negli istituti di II grado. Animatrice digitale e Google Trainer certificata, coltiva la sua grande passione per le nuove tecnologie e la didattica digitale mettendo a punto giorno dopo giorno nuove pratiche di insegnamento per catturare l’attenzione degli studenti. Crede nell’educazione come scambio di saperi, processo bidirezionale di condivisione. Con il suo gruppo ha messo a punto un percorso didattico basato su un viaggio fantastico, che ricorda una Flatlandia in chiave moderna: a partire dalla “geometria intuitiva” dei ragazzi, una geometria “figlia dell’esperienza”, si ribalta la classica impostazione che parte dalla geometria assiomatica per arrivare solo in un secondo momento a quella 3D.

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Silvia, la call “Scuola del Noi” ha permesso a Fondazione Mondo Digitale di identificare il tuo profilo di docente sperimentatrice: nel corso degli ultimi mesi hai realizzato, insieme ai tuoi studenti, un cortometraggio con strumenti digitali audiovisivi, alcuni contest con strumenti di sondaggio istantaneo e uno sportello digitale. Quale impatto stai osservando nelle classi in cui insegni, sul grado di partecipazione attiva? E cosa ti insegnano i tuoi studenti?

Gli studenti sono sempre molto attratti e affascinati dal digitale: reagiscono in maniera positiva, con una buona carica di entusiasmo e con la voglia di partecipare al processo creativo, contribuendo in prima persona. Esaltarne il ruolo di autori all’interno di un progetto li coinvolge e accresce il loro senso di responsabilità. Questo accade anche con gli studenti che solitamente si impegnano poco nello studio. Dagli alunni, infine, c’è sempre da imparare, specialmente quanto agli strumenti digitali, e senza alcun timore di apparire sminuiti ai loro occhi.

 

Il gruppo di docenti della Scuola del noi con il quale stai collaborando ha realizzato un percorso di innovazione curricolare sulla geometria, che sarà pubblicato a breve. Come sai, per Fondazione Mondo Digitale l’innovazione non è mai solo pedagogica o solo digitale, ma è anche, in senso più ampio, civica. A tuo avviso, in che modo questa unità didattica può essere utile per l’insegnamento dell’Educazione civica?

Questo percorso didattico sulla geometria ha lo scopo di evidenziare il legame tra ciò che studiamo nei libri e ciò che viviamo nella vita di ogni giorno, grazie all’uso di strumenti tecnologici che ormai sono pervasivi, come Google Maps ad esempio. Una delle priorità dell’educazione civica digitale è proprio quella di mettere insieme la dimensione digitale e quella tangibile e quotidiana, tenendo bene a mente che siamo reali in entrambe le dimensioni. I ragazzi oggi sono costantemente connessi e il confine tra la vita in rete e quella a scuola, a casa, o all’esterno è labile; ma pedagogicamente parlando questo può essere un vantaggio, se si usano gli strumenti digitali con precise finalità didattiche.

 

Nella Scuola del Noi di FMD, la nostra collaborazione è basata su un dialogo continuo finalizzato al perfezionamento di metodi di learning design che consentano di rispondere alle priorità educative di questa complessa epoca. Immaginando una continuazione di questo lavoro di gruppo di qui a un anno, su cosa pensi sia cruciale focalizzare l’attenzione per lo sviluppo di nuovi contenuti e per l’evoluzione futura della Scuola del Noi?

Credo che non dobbiamo mai perdere di vista i ragazzi e il loro mondo, le loro esigenze, i loro problemi e le loro realtà. In ambito educativo, inoltre, occorre sempre non dimenticare nessuno e quindi credo sia essenziale usare al meglio il digitale per compensare qualsiasi tipo di difficoltà, disabilità o disagio in modo da dare a tutti la stessa opportunità formativa.

Scritto da: Eleonora Curatola