L’emozione di apprendere

L’emozione di apprendere

Roberta Poli, docente di Metodologie operative presso l’IIS Piaget-Diaz di Roma, psicologa scolastica e presidente dell’associazione Crescere Insieme, ha coordinato iniziative educative e formative per docenti, operatori e genitori e ha realizzato interventi nei gruppi classe, mirati alla prevenzione di bullismo e cyberbullismo e al potenziamento delle competenze per la vita. Autrice di diverse pubblicazioni su adolescenza e disagio e articoli per riviste on line. Attualmente cura la serie di podcast “Insegna-menti” e partecipa alla Scuola del noi come curatrice di schede didattiche.

 

Dopo una breve pausa, con Roberta Poli riprendiamo gli appuntamenti settimanali con i Docenti della scuola del noi. Siamo al 39° incontro. E come di consueto condividiamo un breve video di auto presentazione e poi l’intervista curata dalla ricercatrice Ilaria Gaudiello, che coordina i lavori della comunità open source dei docenti e formatori.

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Roberta, l’educazione allo “stare al mondo” come fattore di crescita del singolo alunno e della classe è un leitmotiv della tua attività di psicologa e docente. In che modo secondo te la tecnologia digitale accresce la possibilità di allenare il saper fare, l’ascolto e la relazione?

Oggi la scuola deve affrontare la sfida dell’educazione con strategie completamente diverse rispetto alla sua metodologia tradizionale. La pandemia, che ha destabilizzato profondamente il tradizionale sistema-scuola, ci ha permesso di realizzare, in pochissimo tempo, un arricchimento tecnologico inimmaginabile. Ormai non è possibile tornare indietro ma è fondamentale utilizzare al meglio le nuove tecnologie e trovare il giusto equilibrio per valorizzare il “Learning by doing” e la didattica basata sul “compito reale”, che aprono nuovi orizzonti rispetto alla condivisione, all’apprendimento cooperativo e alla educazione tra pari.

Le tante opportunità creative offerte dalla tecnologia digitale, costituiscono efficaci strategie didattiche che mettono al centro la relazione, favorendo il confronto attivo e l’ascolto dell’altro. Attraverso il saper fare, i ragazzi sperimentano insieme, si appassionano alla conoscenza e alla scoperta di nuove possibilità che il digitale mette loro a disposizione. In tutto questo il docente deve avere un ruolo di facilitatore, offrendo strumenti digitali che la creatività e la spinta innovativa delle nuove generazioni saprà sfruttare al meglio. Contemporaneamente dovrà offrire un modello di identificazione e di apprendimento e solo lavorando egli stesso in team, come avviene per la “Scuola del Noi”, potrà costituire un modello significativo di imitazione per i suoi allievi.

 

Quest’anno hai curato per la Fondazione Mondo Digitale alcuni contenuti didattici nuovi e originali emersi dal lavoro collaborativo dei docenti della scuola del noi. Cosa vedi nel futuro di questa community e quali sono a tuo avviso le sue maggiori potenzialità?

Il delicato lavoro che mi sono trovata a svolgere nella revisione “creativa” delle diverse schede, mi ha permesso di entrare in punta di piedi nelle esperienze meravigliose che questi docenti hanno saputo “immaginare” ma soprattutto realizzare con i loro allievi. Devo dire che ogni scheda su cui ho lavorato mi ha permesso di entrare dentro il contesto di riferimento, mettendomi nei panni del/dei docente/i e immaginando quali potevano essere i desideri e i bisogni dei loro alunni. Da questo excursus trasversale ho compreso la ricchezza dell’esperienza fatta e soprattutto il grande valore del lavoro di condivisione che ha caratterizzato i diversi team di lavoro. Onestamente credo che la Scuola del NOI (scritto volutamente grande per il senso profondo del “fare insieme” che la caratterizza) sia la strada giusta che, grazie al sostegno di FMD, si è voluta intraprendere.

Dalla mia esperienza, ormai quasi quarantennale, “dentro” e “fuori” la scuola, mi sento di affermare che tutte le meraviglie che in ogni realtà noi docenti riusciamo a realizzare meritano di essere socializzate e condivise su ampia scala perché sono queste BUONE PRATICHE che esprimono al meglio la professionalità e la sensibilità della parte più innovativa e creativa della scuola italiana! Quindi avanti tutta per il futuro, spingendoci verso frontiere per ora non ancora immaginabili vista la velocità trasformativa della tecnologia, in questa bella avventura condivisa, sorretta dalla guida sicura della FMD e di Ilaria Gaudiello!

 

Un consiglio di lettura che vorresti condividere con la community?

Credo che non si possa fare a meno di leggere almeno un libro di una celebre scienziata, la professoressa Daniela Lucangeli. Consiglio: “Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere”, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 2019). Anzi, visto che siamo in tema di nuove tecnologie, mi permetto di consigliare alcuni suoi video I mercoledì della lettura” e Emotional short-circuits: the intelligence behind mistakes, TEDxMilano.

Buona lettura e visione a tutti!

Scritto da: Eleonora Curatola