Insegnare a tutti

Insegnare a tutti

Francesco Baroni è un docente specializzato nell’insegnamento delle lingue straniere. Insegna in istituti professionali e collabora con il centro Lalizablu di Reggio Emilia che costruisce contesti inclusivi per persone non vedenti e ipovedenti. Con i docenti della scuola del noi ha sviluppato “Venuti da lontano”, un percorso di apprendimento in modalità service learning sul tema della migrazione

 

Con Francesco Baroni siamo giunti al 35° appuntamento con i Docenti della scuola del noi. E come di consueto condividiamo un breve video di auto presentazione e poi l’intervista curata dalla ricercatrice Ilaria Gaudiello, che coordina i lavori della comunità open source dei docenti e formatori.

 

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Francesco, proviamo a fare un tuo breve ritratto di docente innovatore: esperto in piattaforme collaborative per l’insegnamento delle lingue straniere, ti avvali di numerosi altri applicativi che supportano gli insegnanti nella visualizzazione e condivisione di contenuti; hai sviluppato una particolare attenzione al tema dell’accessibilità didattica in ambienti plurilingue. Insomma, non temi le novità né gli strumenti digitali. In che modo le tecnologie hanno davvero cambiato il modo in cui trasmetti contenuti disciplinari, attitudini verso l’apprendimento e valori?

Le piattaforme didattiche si sono rivelate, all’università prima e nella scuola poi, strumenti utili a riprodurre le dinamiche di socializzazione venute meno durante la pandemia. La condivisione dei contenuti didattici è diventata lo scorso anno, nelle classi, un pretesto per innescare un dibattito d’aula. La natura collaborativa dell’apprendimento è stata favorita da applicativi di natura ludo-didattica. Gli studenti hanno dimostrato grande interesse, stimolati dall’impiego dello smartphone durante le ore di lezione. Online così come in presenza ho appreso che il docente può assumere le vesti di facilitatore degli apprendimenti grazie alle tecnologie. Mi sono reso conto che il ruolo del docente può essere interpretato come “regista” delle lezioni, nelle quali gli studenti sono i protagonisti.

 

Lo scorso anno hai preso parte alla Scuola del noi per co-progettare, insieme ad altri docenti, un percorso didattico dedicato al service learning. Pensi che la scuola si stia concretamente aprendo al territorio in questa nuova epoca post pandemia?

Il progetto “Venuti da lontano” sviluppato con i colleghi del team della Scuola del noi  è partito da una domanda: come coinvolgere scuola e società civile in una proposta capace di produrre apprendimenti significativi sul tema delle migrazioni in corso oggi a livello planetario? Nell’elaborare questo progetto, lo spunto iniziale è stato trovato nei cambiamenti sociali e linguistici che avvengono nelle nuove generazioni.

Non dobbiamo mai dimenticare che gli studenti sono cittadini in fieri e in quanto tali costituiscono una risorsa per la società. Per questo, noi docenti dobbiamo essere i primi a fare leva sulle novità che osserviamo nelle loro dinamiche di interazione e nei loro linguaggi. La scuola ha ancora molto da fare per arrivare a piena coscienza di quanto la ricchezza custodita nelle classi possa avere una ricaduta positiva nel tessuto sociale.

 

Su quali temi, progetti e iniziative ti piacerebbe sviluppare nuove collaborazioni con la scuola del noi?

In questo periodo mi sto formando in didattica per gli alunni con disabilità visiva: gli aspetti pratici dell’approccio plurisensoriale alla conoscenza e le ricadute a livello didattico; l’impiego delle tecnologie assistive e l’uso del Braille. Mi piacerebbe poter sviluppare collaborazioni focalizzate sul tema dell’accessibilità didattica.

 

Un consiglio di lettura che ritieni indispensabile per la comunità educante?

Da docente specializzato in glottodidattica suggerisco L’educazione linguistica democratica (a cura di Silvana Loiero e Maria Antonietta Marchese, Collana BUL, Roma-Bari, Laterza, 2018), una raccolta degli scritti di Tullio De Mauro, autore molto caro alla Fondazione Mondo Digitale. La lingua, secondo De Mauro, è lo strumento primario di accesso alla conoscenza, Gli insegnanti hanno quindi abbiamo il compito di facilitarne l’apprendimento, partendo dalla valorizzazione della eterogeneità presente nelle singole classi.

Scritto da: Eleonora Curatola