Il riconoscimento vocale

Il riconoscimento vocale

Maria Teresa Sorrenti insegna presso l’istituto paritario I. Newton a Tremestieri Etneo in provincia di Catania. Lo scorso mese ha animato una sessione formativa per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado nel contesto del progetto europeo Edu4AI – Artificial Intelligence and Machine Learning to Foster 21st Century Skills in Secondary Education (programma Erasmus+), coordinato in Italia da Fondazione Mondo Digitale.

 

L’obiettivo del progetto è sviluppare una buona pratica a livello nazionale ed europeo per l’educazione all’intelligenza artificiale (AI) in contesto scolastico, per guidare i giovani all’uso consapevole e responsabile di dati e tecnologie, attraverso attività sperimentali, esperienziali e collaborative.

 

Durante l’incontro, Maria Teresa ha illustrato il suo percorso a 15 nuovi docenti che a loro volta iniziano la sperimentazione con gli studenti.

 

“Ho focalizzato la mia proposta didattica su una particolare applicazione dell’intelligenza artificiale, il riconoscimento vocale o voice recognition. Per realizzare il mio progetto ho acquistato un modulo (Voice Rec V3) da collegare a una scheda Arduino, molto usata per la didattica, facilmente programmabile”, spiega Maria Teresa.

“L’attività si compone di una fase di addestramento, per cui ho seguito le procedure standard di machine learning. Ad esempio, ho programmato il robot per accendere e spegnere luci al led pronunciando le parole “on”, “off”, “accendi”, “spegni”.  Poi ho “insegnato”al robot  ad alzare una sbarra, aprire una porta. Progetti di questo tipo hanno un forte impatto didattico, anche se, per finalità, vanno oltre. Attività di questo tipo offrono infatti applicazioni molto utili all’inclusione di persone con disabilità, ad esempio. Uno sviluppo che va al di là della finalità didattica”.

 

“Nella vita c’è sempre da apprendere. Le iniziative personali vanno benissimo, ma ti permettono di crescere fino a un certo punto”, racconta ancora Maria Teresa. “Scambiare opinioni con altri docenti, alcuni originari di altri paesi europei, è stato molto utile per me. I ragazzi poi sono stati entusiasti. Hanno collaborato molto, sono intervenuti nella stesura del codice, dando suggerimenti e individuando possibili applicazioni utili del robot.  Tra le loro proposte l’uso dei comandi nei veicoli a la guida autonoma (per accendere o spegnere, ad esempio, gli indicatori di posizione)”.

 

 

Una dimostrazione in pochi secondi: la risposta ai comandi vocali “apri” e chiudi”

 

Scritto da: Eleonora Curatola