Gli impossibili eventi “cigno nero”

Gli impossibili eventi “cigno nero”

Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita” (Il Saggiatore) è un saggio filosofico-letterario dell’epistemologo ed ex trader Nassim Nicholas Taleb, di origine libanese ed esperto di scienze dell’incertezza.

Il termine “Cigno nero” discende dalla frase del poeta latino Giovenale “rara avis in terris nigroque simillima cygno”, e indica un fatto impossibile o perlomeno improbabile, ma che potrebbe verificarsi; cioè un evento raro ed estremo, proprio come si pensava fosse impossibile vedere un cigno di colore nero.

Presupponendo che “tutti i cigni sono bianchi” il poter vedere un cigno di piumaggio nero è un fatto di per sé abbastanza improbabile o, si riteneva, impossibile, ma, qualora fosse accaduto, di estrema sorpresa per un osservatore.

Di fatto poi questa asserzione di impossibilità per i cigni neri è stata smentita dalla scoperta del cigno nero australiano Cygnus atratus.

La metafora è però confluita in una teoria filosofica/letteraria che ha portato all’espressione di “Cigno nero” per un evento che può essere, sia positivo che negativo, ma di per sé raro, imprevedibile e inaspettato, quindi ad alto impatto per l’osservatore.

Così è diventato un modo di dire, cioè che un fatto possa accadere alla stregua di vedere un cigno nero, equivale a dire che quel fatto è altamente improbabile che possa verificarsi.

Nella storia dell’umanità sono considerati, alla stregua di “cigni neri”, i seguenti fatti accaduti: la crisi degli hedge funds del 2008; l’attentato alle torri gemelle del 10 settembre 2001; la diffusione di Internet e dei social network; la caduta del blocco sovietico; e così molti altri, e non ultimo la pandemia Covid-19.

L’approccio a tali improbabili fatti ha portato alla nascita di una teoria scientifica che studia l’incertezza. Essa è stata sviluppata per studiare e spiegare, in ambiti quali: storia, scienze, finanza e tecnologia, il ruolo che eventi a forte impatto, rari e difficili da prevedere hanno sul genere umano.

Un evento “Cigno nero” è quindi un evento isolato e inaspettato poiché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità di avverarsi.

È un evento inatteso ad alto impatto, sia emotivo che fisico, che travolge tutto e influisce sull’umanità cambiandone la storia.

Altro aspetto del Cigno nero è la volontà che spinge tecnici e politici a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa per renderlo spiegabile e prevedibile e, ci si auspica, a trarne i giusti insegnamenti così da gestire un ulteriore verificarsi. Ma non sempre è quello che poi accade.

Fatti recenti e inaspettati, come la pandemia del covid-19, hanno riproposto la necessità di studiare simili eventi così da ridurne un impatto negativo e le cause esasperati insite in loro.

Seppure il covid-19 sembra avere le caratteristiche che lo contraddistinguono come evento “Cigno nero”: rarità, impatto enorme e prevedibilità retrospettiva, Nassim Nicholas Taleb in una recente intervista sostiene che “Il coronavirus non è un Cigno nero”.

Spiega Taleb che “Manca una connotazione essenziale: l’imprevedibilità”

In realtà il rischio di una pandemia globale era previsto dagli esperti di virologia, erano anni che la comunità scientifica avvertiva, a quanto sembra invano, che prima o poi sarebbe scoppiata un’epidemia globale.

Adesso, senza andare a scomodare eventi di natura globale, anche nel nostro piccolo quotidiano di momenti del genere del Cigno nero a ben ricordare ce ne sono stati tanti, solo che sono catalogati come imprevisti.

Nella vita di tutti i giorni si tende a escludere ciò che ci appare improbabile o imponderabile per avere una vita più normale e tranquilla, per questo si è fragili nell’eccezionalità.

Ragionare su eventi che sappiamo che potrebbero capitare, o che sono già accaduti in passato, ma che rimuoviamo per paura che potrebbero ripresentarsi, potrebbe tornare utile.

Si pensi a questa casistica di eventi:

  • trovare al rientro dalle vacanze il congelatore del frigo spento e sbrinato, con puzza e formichine che girano nell’intorno, causa interruttore centrale della corrente saltato perché in assenza si è avuto uno sbalzo improvviso di corrente nella centrale elettrica comunale
  • il cellulare portato in spiaggia cade in mare e diviene irrecuperabile; perdita di dati, indirizzi, credenziali bancarie e peggio immagini di persone care perse perché mai salvate su altro supporto
  • blocco improvviso dell’erogazione dell’acqua con l’inutilità di recarsi alla più vicina fontanella causa mancanza di tanica, mai comprata in quanto ritenuta superflua.

L’elenco potrebbe continuare.

Essere impreparati ad affrontarli, qualora si presentassero, porta a conseguenze imponderabili.

Occorre quindi educare e educarsi a considerare ogni possibile rischio associato all’avverarsi di tali improbabili eventi così da fronteggiarli in modo soddisfacente, bisogna imparare a ragionare con piani che possano agire al meglio nelle emergenze impreviste o imprevedibili, così da attenuare la forza dell’evento negativo.

Scritto da: Marcello Pistilli