Genius hour: tempo per realizzare e condividere l’idea geniale che è in ognuno!

Genius-hourConoscete la Genius Hour?

È una pratica che si sta diffondendo rapidamente nelle classi oltreoceano.

Consiste nel dedicare tempo nell’orario scolastico settimanale per progetti personali dei ragazzi, a valorizzare il genio che è in ognuno.

Tempo da dedicare alle proprie passioni: costruire un gioco, un sito web, cucire degli accessori, scrivere un libro, realizzare un fumetto… non ci sono limiti ma indicazioni guida spiegate in questo video in inglese.

 

 

  1. Esprimere un’idea, un sogno, una passione che si vuol sviluppare e che possa essere utile anche per altri;
  2. fare ricerca di informazioni, spunti di riflessione diventando competenti sull’argomento e definendo con chiarezza le finalità del proprio progetto;
  3. produrre: scrivere, disegnare, costruire…
  4. condividere. Individuare il modo più efficace per arrivare a diffondere i risultati del proprio lavoro: cartelloni per la classe, la scuola o il quartiere, una conferenza, un post, un sito internet.

E’ questo infatti uno degli aspetti fondamentali della Genius Hour: educare al valore della condivisione.

Noi insegnanti siamo testimoni di un cambiamento epocale: siamo nati e cresciuti in un periodo durante il quale anche i cuochi avevano segreti irrivelabili e oggi li vediamo condividere video in cui mostrano passo passo come raggiungere i loro risultati.

Oggi un valore non è tale solo se posseduto ma se posseduto e condiviso.

A fare da maestro è stato Google che non solo autorizza ma bensì incoraggia i propri dipendenti a dedicare il 20 per cento del proprio tempo di lavoro alle proprie passioni e progetti personali. Bilancio attivo: i dipendenti lavorano di più, con maggior impegno e soprattutto le idee elaborate nel loro tempo del genio arricchiscono con creatività ed innovazione l’azienda intera.

Questo tempo non va a inficiare quello della didattica?

Gli insegnanti coraggiosi che si sono lanciati dicono di no: registrano successi insperati perché progettando, riflettendo e confrontandosi si impara davvero a imparare. Cambia il rapporto con la scuola, lo studio, i compagni.

L’insegnante che vuole dare Genius Hour ai propri alunni dovrà ripensare gli spazi dell’aula disponendo gli arredi in modo che incoraggino lo scambio, il confronto e la comunicazione tra pari. E ancor di più dovrà abbracciare un ruolo nuovo: non trasmettitore di conoscenze ma motivatore che supporta, sprona e soprattutto impara con i piccoli scrittori, informatici, ricercatori, artisti che siedono ogni giorno ai banchi davanti a noi.

Scritto da: Cristiana Zambon