Smart cities, open data e privacy

Il convegno “Smart & heart Cities” organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Eurocities e ForumPA e si tenuto il 29 ottobre presso la sala della Protomoteca in Campidoglio.
Ha visto la partecipazione di ospiti internazionali che hanno presentato le migliori attività digitali realizzate nelle diverse città del mondo.
Assistendo al convegno ho avuto l’opportunità di venire a conoscenza di realizzazioni interessanti, iniziative concrete e ipotesi tecnologiche da verificare. Ampi sono stati gli interventi basati sul monitoraggio delle città maggiormente smart dove la qualità della vita ha trovato un miglioramento. I servizi illustrati sono risultati colmi di informazioni e non fini a se stessi. Non scendo nei dettagli delle realizzazioni mi soffermo invece sui servizi inerenti gli opendata.
Alcuni interventi hanno riguardato gli opendata cuore informativo di una città smart, mi permetto qui di dire che devono fornire informazioni reali e utili, i dati devono essere significativi e non limitarsi a riempire un ennesimo data base privo di significato per il cittadino. I city manager devono essere culturalmente consapevoli dell’utilità dei progetti che forniscono ai cittadini e non gareggiare tra loro per un primo posto vacuo. Illustrare di aver pubblicato il maggior volume di opendata non significa aver fornito informazioni utili per i concittadini, occorre pochi ma utili dati.
Punto centrale di molti interventi è la cultura dei cittadini. Una città smart richiede un cittadino informato e consapevole delle potenzialità e dei limiti. Al riguardo il convegno ha illustrato l’impegno profuso dalle varie organizzazioni per creare una rilevante cultura nei cittadini di domani giovani o anziani che saranno il cuore pulsante della città smart. Solo così i cittadini potranno comprendere gli sforzi fatti dalle amministrazioni locali per rendere la loro vita cittadina smart, aperta alle novità apportate dalla tecnologia e utile alla vita.
Mi permetto di osservare che punto fondamentale di una città smart è la sicurezza dei cittadini, anche nell’aspetto digitale. La tecnologia che sottende la città smart se non accuratamente gestita porta a rompere l’anonimato dei cittadini per invadere la loro , così da ledere il diritto alla riservatezza nelle abitudini di vita, di consumo o nei comportamenti.
Necessita quindi che tutti gli interventi considerino la sicurezza e l’impatto sulla privacy fin dall’inizio del progetto, cioè quando si disegna il nuovo hardware e software o il nuovo servizio per i cittadini. Il progetto quindi deve nascere “privacy by design” come recita la nuova privacy europea a cui l’Italia si dovrà adeguare nei prossimi anni.

Scritto da: Marcello Pistilli