Programmare per gioco: Game Editor

post1
Il simbolo di Game Editor: un piccolo pacman che ride

No, non è un errore, non è G.M. (Game Maker), del quale ho già parlato.
Game Editor, pur essendo simile nel meccanismo di fondo è abbastanza diverso, per una serie di ragioni.

Mi provo a metterne in fila qualcuna:

  • non è user-friendly come il suo quasi omonimo. Ha una interfaccia spartana, nera e grigia, che fa tanto anni ’90.
  • Non parte da Perl (GameMaker era nato in Perl), ma dal linguaggio C e non fa niente per nasconderlo. Per esempio il suo Script Editor supporta proprio il C e costituisce un’ottima occasione per cominciare a scrivere in questo linguaggio brevissimi pezzetti di codice.
  • Ha differenze significative rispetto a G.M. Fra queste:

– non permette – peccato – di splittare (= dividere in più parti) lo schermo (o almeno non senza ricorrere a funzioni avanzate)
– permette – cosa utilissima, che manca a Game Maker – di distinguere le collisioni sul davanti, sul retro, sulla sinistra, sulla destra dell’oggetto;
– non ha al suo interno un editor di grafica, quindi nemmeno funzionalità per automatizzare la rotazione degli sprite;
– risulta di conseguenza più macchinosa la routine per “guidare” un oggetto con i tasti left e right.

In generale, tutto nel programma appare un po’ più datato, ma la cosa non dà troppo fastidio e d’altra parte è pur vero che l’ultimo aggiornamento risale al 2010.

In compenso, Game Editor non ha, come G.M. una versione gratuita (limitata) ed una a pagamento (completa). E’ gratuito e basta, e a me la cosa piace molto!

L’interfaccia presenta una scheda che può richiamare tutti gli actors (gli oggetti del gioco) e che rappresenta il vero cuore del programma. Si chiama Actor Control.

post2

Da lì si procede cliccando sui numerosi pulsanti: nella prima sezione della scheda si può settare il tipo di actor (per esempio, un actor può essere un testo e magari rappresentare il valore di una variabile come un punteggio o le coordinate di un altro actor. Può costituire uno sfondo ed essere infinito, può essere ripetuto a formare un disegno sullo sfondo (un labirinto, una pianta di città…)

Nella seconda sezione dell’Actor Control, dall’alto si possono richiamare le animations che sono la parte grafica (gli sprite, insomma) e che nonostante il nome possono anche essere non animati. La loro gestione è meno semplice che in G.M. ma permette più opzioni.

La terza sezione permette di programmare gli eventi e qui vediamo che il meccanismo di programmazione non è poi così dissimile da G.M.

post3
Gli eventi che possono capitare ad un attore, come vediamo, somigliano abbastanza a quelli di G.M: la collisione, la nascita e la distruzione, i vari eventi della tastiera e del mouse, l’uscita dallo schermo ed il timer.

Scegliendo uno di questi eventi si ottiene la schermata delle azioni da dare in risposta:

Nuova immagine (3)

 

La scelta, seppure meno ampia di quella di G.M. è sufficientemente articolata; anzi, girando fra le opzioni, non tarderete ad accorgervi che alcune sono anche più ricche di opportunità.

Fra queste citerei lo Script Editor, che permette di inserire frammenti di codice in C, sia in maniera libera sia inserendo funzioni precostituite.

Infine, due parole sulla compilazione: Game Editor può salvare in diversi formati, compresi quelli per device mobili, purchè Windows. Mancano, ahimé, Android e javascript+HTML5: tutto sommato è un programma di cinque anni fa!

Dare un giudizio su Game Editor non è facile: certo, non è consigliabile per un laboratorio di coding delle elementari. Diciamolo chiaramente, non è facile come Scratch o StarLogo; non è nemmeno elastico ed user-friendly  come Game Maker.

Richiede un  (breve) periodo di studio anche all’insegnante che intenda usarlo. Io, che venivo da dieci e più anni di Game Maker, ho impiegato una ventina di giorni (a velocità di crociera, s’intende…) per orientarmi e un’altra decina per organizzare le attività laboratoriali per un corso. I ragazzi della scuola media e delle superiori possono apprenderlo senza difficoltà, purché si osservi una certa gradualità (diciamo quattro o cinque lezioni come minimo).

In conclusione, i pregi di Game Editor sono essenzialmente tre: 1) è free, e questo è molto importante. 2) in qualche modo costringe, pian piano a imparare qualcosa sulla programmazione.  3) permette di esportare i prodotti in formati eseguibili in windows.

Quattro utili manuali per iniziare possono essere consultati all’indirizzo:    //www.youtube.com/channel/UC3rZcG19-tQD8u6FHmEkU7w , inoltre un help abbastanza particolareggiato potrete trovarlo direttamente sulla schermata iniziale di Game Editor, cliccando su Help, sulla destra dello schermo, in alto.

Scritto da: Paolo Freschi