Il rispetto dell’utente

Ritorno sull’etica informatica e in particolare sulla nota

9.Pensate sempre alle conseguenze sociali dei programmi che scrivete

L’app “muoversi a roma“, creata dall’Agenzia per la mobilità, è comodissima e di utilità estrema, sono tra gli utenti consumatori affezionati all’app fin dal suo esordio. Tra le tante opzioni consente di sapere il tempo di attesa dell’autobus a una fermata. Tempo di attesa che viene indicato in numero di fermate che deve fare e minuti all’arrivo.

Tutto bene quando funziona, tutto male quando fornisce notizie inesatte. Troppe volte mi è capitato di attendere un autobus fantasma che prima era segnalato a 3 fermate di distanza e poi a un tratto sparisce nel nulla! Come quando viene indicato in arrivo spingendomi a recarmi alla fermata, e lì arrivato, viene segnalato a una fermata con tempo di arrivo indicato con il simbolo <asterisco>! cioè missing!

Altro esempio di errore macroscopico viene dal TomTom quando sei su sentieri non canonici. Accade che ti dica <Arrivato>, ti guardi intorno e vedi solo campagna, come mi è capitato all’estero questa estate. Questo indica che alcune elaborazioni dati di geolocalizzazione su percorsi secondari non sempre sono stati validati, a differenza dei percorsi canonici molto esatti.

Non ho idea se qui l’errore è di programma, dovuto a dati errati o non ricevuti. Constato solo che chi ha sviluppato l’applicativo non ha considerato tutte le possibili situazioni.

Questo è il punto a cui volevo arrivare. Inviare notizie inesatte comporta un danno per l’utente, danno che si concretizza in tempo rovinato, lavoro sprecato e danaro perso o buttato via. Per non fermarmi sul danno psicologico causato all’utente per arrabbiatura o altro!

La natura del lavoro dell’informatico è distante dalla realtà, questo comporta che chi scrive i programmi non si rende conto che l’inesattezza di questi può causare un danno all’utente.

Altre professioni, più a contatto con l’utente, percepiscono la natura del fastidio o del danno che possono causare. Un meccanico o un dottore, vede la sofferenza che può causare nel soggetto. L’informatico è distante e non se ne rende conto. Le applicazioni circondano sempre di più la nostra vita, da loro dipende il nostro tempo, il lavoro e perfino la nostra libertà di movimento. Ci affidiamo all’informatica e siamo disponibili a fornire dati e informazioni, quindi dobbiamo pretendere di avere servizi affidabili.

Molto si deve lavorare al fine di rimuovere le barriere e portare la professione dell’informatico verso un etica che ponga al primo posto il rispetto verso gli utilizzatori.

 

Scritto da: Marcello Pistilli