Il faidate informatico

Sicuramente avrete sentito parlare di Arduino un successo tutto italiano a livello mondiale.

In rete sono molti i siti che ne parlano come pure quelli che raccontano le storie di successo che ha originato.

Arduino ha creato l’open source Hw disponibile sotto una licenza Creative Commons. Si è liberi di adattarlo alle proprie necessità consentendo a chiunque di auto-costruirsi un apparato informatico e di programmarlo secondo lo scopo prefissato.

Arduino e la comunità ad esso associata ha tutto il software e i driver possibili per la gestione dei sensori, basta solamente avere rudimenti informatici per la semplice programmazione degli stessi. Molto software realizzato è anche posto a disposizione gratuita, quindi documentato e riutilizzabile, nei siti ad esso associati.

Molti persone, esperte e meno esperte, hanno abbracciato la filosofia di Arduino creando soluzioni impensabili e alle volte utili.

Tante di queste riguardano la domotica cioè l’informatica nel contesto domestico.

Soluzione interessante è quella di gestire l’illuminazione delle stanze in presenza di persone, anche graduando l’intensità luminosa sull’ora e sulla luce esterna.

Nell’ambito della domotica del verde casalingo vi sono anche realizzazioni inerenti l’innaffiamento orario e stagionale delle piante. I sensori guidati da Arduino riescono anche a capire se piove, ha piovuto, o meno.

Nel settore del controllo domestico esistono installazioni basate su telecamere e sensori di presenza distribuiti nei vari locali che gestiscono l’allarme di casa avvisando qualora si percepiscano movimenti e inviando periodicamente immagini rassicuranti di nessun accadimento sul cellulare del proprietario dell’abitazione.

Finché l’immagini che sono trasmesse verso i proprietari dei locali si riferiscono ai locali domestici medesimi niente da dire, ma quando la telecamera è posta per riprendere dall’esterno la porta dell’abitazione possono incorrere problematiche di privacy in quanto si acquisiscono anche i passaggi degli altri condomini.

Su questo punto il garante della Privacy si è espresso più volte. Necessita fare attenzione che la telecamera riprenda solo la porta dell’abitazione e chi l’attraversa. Non va bene se la telecamera allarga verso il pianerottolo. Nel qual caso occorrerebbe affiggere sulle scale cartelli con l’indicazione di zona videosorvegliata, decisamente non bello!

Una mia collega ha realizzato un impianto di videosorveglianza che a tempo invia sul suo cellulare immagini dei locali domestici e pure della collaboratrice domestica intenta a pulire la casa. Questo si potrebbe configurare come illecita sorveglianza del lavoratore!!!

Inoltre l’impianto di videosorveglianza avvisa, non agisce se non connesso a un centro servizi deputato alla sorveglianza. L’impianto invia l’immagine dell’eventuale scassinatore mascherato ma non può impedire il furto. L’immagini poi riprendono l’evento e nulla più.

Siamo avvisati che la casa si allaga con immagini chiare dell’evento, ma se non ci si è accordati con un vicino a cui forniamo le chiavi dell’abitazione si è impediti ad agire.

Lo stesso impianto la collega lo ha installato presso l’abitazione dei genitori. Accade che quest’ultimi partono per una vacanza e indirizzano le immagini della videosorveglianza sul cellulare della figlia che sta a lavoro a Km di distanza. Sbagliano però il settaggio della temporizzazione dell’invio, da un’ora a un minuto. Il cellulare della figlia si blocca seduta stante per saturazione della memoria.

Tutto ciò per richiamare un punto dell’etica informatica:

<10. Usate sempre il computer in modalità che mostrino considerazione e rispetto>

Una simile sorveglianza fai-da-te non sempre mostra rispetto, come pure l’uso degli strumenti tanto per fare. Necessita valutare attentamente l’utilità, analizzare il contesto, stabilire i riferimenti e poi procedere all’attivazione.

 

Scritto da: Marcello Pistilli