Gamification a scuola, e imparare è un gioco

GamificationI bambini che frequentano le scuole hanno ai piedi scarpe lampeggianti e tra le mani strumenti con i quali si divertono, comunicano e hanno risposta a ogni loro curiosità. Per loro la scuola è meno interessante e meno divertente di quanto non lo fosse per i loro nonni, da bambini.

Un tempo era infatti il luogo che apriva gli occhi su mondi nuovi,  dava risposta a domande che non si trovavano altrove, presentava strumenti interessanti, libri, righe, compassi, colori, oggetti che venivano custoditi con rispetto quasi riverenziale per essere utilizzati solo su indicazione dell’insegnante.

Oggi la scuola fatta di banchi, sedie, cattedra e lavagna, rischia di essere il luogo meno affascinante del quotidiano dei bambini quando anche il supermercato, il ristorante, il parco si mostrano più  accattivanti.

Ecco quindi la sfida degli insegnanti: meritare il proprio ruolo autorevole facendo proprie quelle attenzioni e strategie vincenti dell’extrascuola.

La risposta trovata da un numero sempre crescente di insegnanti di tutto il mondo è la Gamification cioè la strategia che utilizza giochi e videogiochi in altri contesti, ora anche nella didattica. E funziona.

Modello attualissimo di videogioco utilizzato a fini educativi è Minecraft che, con una grafica essenziale, sviluppa il pensiero creativo e il problem solving.

Sfide, squadre, competizioni di grammatica, olimpiadi di geometria, gare di tabelline coinvolgono i ragazzi allo studio, all’impegno e gli conferiscono un ruolo attivo, da protagonista.

Gli esercizi tradizionali, i monologhi dell’insegnante e le richieste di esporre esattamente quanto riportato nel libro di testo lasciano il posto a contesti dinamici, spesso rumorosi, che vedono il docente trasformarsi in  motivatore, suggeritore, coach e arbitro.

La Gamification è strategia che non sostituisce le altre ma che può ad arricchire la cassetta degli attrezzi di ogni insegnante, un asso nella manica da giocarsi per motivare, coinvolgere e divertire i ragazzi, e divertirsi con loro.

Scritto da: Cristiana Zambon