Donne e auto-imprenditorialità. Facebook per le aziende e storie di successo al femminile

Donne e auto-imprenditorialità. Facebook per le aziende e storie di successo al femminile

In che modo il digitale, e in particolare i social network, possono aiutare concretamente aspiranti imprenditrici? Spesso offrire un prodotto o un servizio di ottima qualità non è sufficiente: oggi è più che mai indispensabile una buona comunicazione del proprio brand, e il digitale ha il potere di rafforzare quella portata avanti dagli strumenti tradizionali. I social network offrono infatti la possibilità di realizzare una comunicazione originale ed efficace, e ciò rappresenta senza dubbio un valore aggiunto. In particolare, Facebook e Instagram garantiscono il raggiungimento di un pubblico molto esteso e hanno il vantaggio di essere di facile utilizzo, accessibili e misurabili negli obiettivi prefissati. La misurabilità è un aspetto che permette alla imprese di valutare l’efficacia della strategia messa in campo, e qualsiasi cosa avvenga online può essere misurata in maniera scientifica – quante persone hanno fruito un contenuto, in che misura lo hanno condiviso, chi sono, da dove vengono, etc. –, anche se sussistono ancora due criticità nella definizione di cosa funziona e cosa no in un’attività strategica digitale: la mancanza di indicatori di performance universali nella valutazione dell’impatto delle azioni di comunicazione messe in atto e l’assenza di benchmark nella definizione del loro successo.

Ma conosciamo meglio i social network ad oggi più usati dalle aziende: quando nascono? qual è stata la loro evoluzione? quali sono i punti di forza che li caratterizzano? In questo articolo parleremo di Facebook, per dedicarci alla storia di Instagram prossimamente, quando al Binario F il pubblico sarà di nuovo totalmente rosa – il 7 febbraio è infatti in programma un nuovo appuntamento con l’imprenditoria femminile.

 

Facebook

Nasce negli Stati Uniti nel 2004 per mettere in comunicazione tra loro gli studenti dei campus americani più prestigiosi, e si evolve come piattaforma di connessione tra amici. L’embrione di Facebook si chiamava Facemash e fu messo online nel 2003 dall’allora 19enne Mark Zuckerberg con l’obiettivo di invitare le persone a votare le ragazze più carine le cui foto erano state scaricate illegalmente da alcune università e raggruppate in un archivio virtuale. Questo fu il punto di partenza per creare un sistema più evoluto capace di mettere in contatto gli utenti in rete: Thefacebook, che l’anno successivo cambiò definitivamente il suo nome in Facebook. Nel 2007 il social network si diffonde in Italia interessando maggiormente profili personali; ma non trascorse troppo tempo che le più grandi aziende iniziarono a coglierne il potenziale: la piattaforma rappresentava un importante canale di comunicazione diretta con un pubblico esteso. Nel 2010 venne introdotto Facebook for Business, una grande opportunità di acquisire visibilità presso il target di riferimento attraverso la pubblicità. Agli inizi del 2014, però, Facebook decide di sacrificare la visibilità organica dei contenuti dei brand per tutelare la qualità dell’esperienza utente: da questo momento le aziende sarebbero state costrette a pagare per mostrare i propri contenuti. Alla luce di quanto detto finora, perché un brand dovrebbe usare Facebook? Con i suoi 2,23 miliardi di utenti attivi nel mondo ogni mese e 31 milioni iscritti solo in Italia, con un tempo di utilizzo giornaliero pari a 20 minuti al giorno – media mondiale secondo comScore –, la piattaforma rappresenta un potente mezzo di connessione tra persone, della quale i marchi devono assolutamente far parte (Cini, Chiara, 2018, Facebook Marketing, Apogeo).

 

 

 

Noi stiamo scoprendo tutto questo appuntamento dopo appuntamento grazie a “She Means Business”, il progetto nato dalla collaborazione tra Facebook Italia e la Fondazione Mondo Digitale per sostenere l’imprenditoria femminile. Il programma formativo è itinerante – lo scorso anno, con una squadra di 32 trainer certificati, sono state coinvolte circa 4.000 donne in tutta Italia –, ma da quando ha aperto le porte al pubblico l’hub di Facebook dedicato alla diffusione delle competenze digitali, “She Means Business” ha fatto tappa alla Stazione Termini di Roma. L’ultimo appuntamento si è svolto il 18 gennaio e ha visto Carmine Nigro alla guida del “Vagone FMD. Da 01 a 100”.

In particolare, con lui abbiamo parlato di:

  • Marketing online, differenze tra marketing, branding e pubblicità.
  • Il racconto del brand attraverso le storie.
  • Obiettivi di business, target e unicità delle attività imprenditoriali.
  • Content marketing, regole di base per creare testi e immagini coinvolgenti.
  • Instagram e Facebook, differenze, potenzialità e strumenti di gestione.
  • Facebook, profilo personale e aziendale, crescita del business organico e a pagamento.

La lezione del nostro formatore si è conclusa con alcuni modelli positivi e storie di successo presentate durante un interessante talk dal nome evocativo “Donne W.W.W.”. Protagoniste Ilaria PetittoWoman Wine Web –, managing director dell’azienda vitivinicola di famiglia Donna Chiara; Livia Carchella e Bruna PietropaoliWeb Women Workers –, titolari de Le Artigiane, uno spazio virtuale che diventa punto di incontro tra i migliori artigiani italiani e quanti amano prodotti creativi realizzati a mano; Antonella MarrasWorld Wide Woman –, responsabile comunicazione Enterprise Europe Network Italia, la rete italiana parte del network europeo di supporto alle PMI. Ognuna di loro, ad un certo punto della propria vita professionale, si è trovata di fronte alla esigenza di confrontarsi con il digitale, che ha iniziato a sfruttare a vantaggio della propria attività. Scopriamo come in questa breve intervista che, purtroppo, non comprende la testimonianza di Antonella: è dovuta scappare per non perdere il treno!

 

Scritto da: Ilaria Bonanni