Didattica e gioco

Didattica e gioco

Il nostro incontro settimanale con i Docenti della scuola del noi ci porta a conoscere più da vicino gli istituti professionali. Gabriella Vicari è docente di lingua inglese presso l’istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Pellegrino Artusi di Roma. Insegna nella scuola da molti anni perché ritiene che sia un’attività stimolante e sfidante insieme: infatti gli istituti professionali hanno nei laboratori il loro punto di forza e, come scuole territoriali di innovazione, sono già concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica.

 

Come di consueto condividiamo un breve video di auto presentazione e poi l’intervista curata dalla ricercatrice Ilaria Gaudiello, che coordina i lavori della comunità open source dei docenti e formatori.

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Gabriella, nella tua carriera di docente, in che modo il digitale ha supportato innovazione e inclusione?

Negli anni, la mia innovazione didattica è passata attraverso i programmi comunitari Comenius, Erasmus+, eTwinning; a questo interesse per l’Europa si è sempre affiancato quello per il digitale, del quale ho colto la portata innovatrice. L’uso integrato di piattaforme didattiche e della flipped classroom nella mia metodologia di insegnamento e nella programmazione curricolare mi hanno offerto la possibilità di realizzare esperienze progettuali in cui gli studenti hanno messo in gioco le loro competenze cognitive, digitali e le soft skills per creare prodotti originali. Da questa realtà professionale all’opportunità offerta da FMD con i “docenti della scuola del noi” il passo è stato davvero breve.

 

Hai aderito per stabilire nuove sinergie e ideare nuovi percorsi didattici. Quali sono stati gli aspetti più interessanti di questa esperienza dal tuo punto di vista?

Lavorare in questo team è stato coinvolgente: docenti con background e know how differenziati si sono incontrati e hanno confrontato le loro buone pratiche, scambiando punti di vista sui contenuti e sull’approccio del progetto didattico.

Il percorso didattico è incentrato su una modalità blended di apprendimento come chiave di volta per l’inclusione e propone un approccio integrato tra apprendimento game based e digitale. È stato interessante non solo usare il digitale come veicolo per lacquisizione delle conoscenze linguistiche mediante l’uso di gruppi di parole, chunks of language, ma anche costruire delle dinamiche di gioco catalizzatrici dell’interesse attivo degli studenti e del loro coinvolgimento. Altro punto di forza del progetto è la valutazione finale peer to peer per verificare se i ragazzi sono diventati protagonisti e responsabili in prima persona della propria educazione.

 

 

C’è un progetto didattico nel tuo cassetto” di docente innovatrice, che ti piacerebbe realizzare grazie al supporto della Scuola del noi?

Mi piacerebbe lavorare ancora sull’approccio game-based e digitale. Immagino uno step forward rispetto al percorso già effettuato, un applicativo che operi sulle strutture linguistiche, lasciando agli studenti la possibilità di registrarsi e procedere al livello successivo solo componendo correttamente la frase.

Scritto da: Eleonora Curatola