Didattica a distanza alla scuola primaria, come sta andando? Riflessioni e valutazione in itinere

Didattica a distanza alla scuola primaria, come sta andando? Riflessioni e valutazione in itinere

Dal 5 marzo, con la sospensione delle attività scolastiche per contrastare la diffusione del Covid-19, la scuola si è ritrovata proiettata nel tempo di 10 anni avanti e la didattica a distanza è divenuta realtà improvvisa e quotidiana.

Tutti gli insegnanti, anche i tecnofobici, si sono trovati a navigare tra piattaforme, webinar, software, app, aggiornamenti di registri elettronici, con un po’ di incertezza, ma tanta disponibilità ad imparare in un contesto sociale e didattico senza precedenti.

È partito un tam tam digitale di: scambi e confronti a distanza, ricerca di buone pratiche e  strumenti utili.

Come insegnanti di scuola primaria, io e la mia collega Monica Speranza, essendoci  fortunatamente da sempre interessate alla didattica innovativa, padroneggiavamo diversi strumenti,  avevamo già in uso per la classe un canale Telegram, un indirizzo mail, un canale YouTube per condividere e conservare alcuni lavori particolari. Eppure passare dall’ingrediente digitale alla totalità dell’attività didattica svolta a distanza non è stato semplice…

Abbiamo riflettuto molto su cosa sia importante in questo momento. Data la loro età, i nostri alunni possono accedere alla Rete solo se “accompagnati”, non hanno device personali e in giorni di diffuso smartworking, la gestione condivisa delle risorse tecnologiche della casa  è complicata, in talune circostanze purtroppo insostenibile e non abbiamo voluto in alcun modo aggiungere  altro stress.

Quindi in accordo con le famiglie utilizziamo la tecnologia per la comunicazione e lo scambio, ma i bambini lavorano in modalità prevalentemente tradizionale con: fogli, matite, colori, forbici e fotografano i loro lavori che ci inviano per la correzione e un commento.

Per mantenere vivo l’interesse e giocoso l’impegno inoltriamo loro lezioni in pillole, esercizi e attività. Li sfidiamo in pratiche didattiche creative come: la realizzazione di un modellino di una cellula per scienze, la mummificazione di un wurstel per approfondire la storia degli egizi, il simbolo del Pi Greco per celebrare a distanza il Pi Day e la festa del Pi Greco.

Scambiamo con loro mail per la correzione dei compiti, che inviamo la sera così possono leggerli con i genitori e hanno il tempo di organizzarsi,  ma anche di saluti, biglietti, disegni, creando un dialogo informale, quotidiano e positivo.

Inoltre condividiamo i lavori di tutti per sentirci vicini ed ispirarci a vicenda.

Per non dimenticare il nostro essere squadra, ci siamo lanciate in un gioco social, #RodariSocial; un percorso di scrittura e riscrittura creativa ideato dall’Equipe Formativa del Lazio MIUR, con il metodo di TwLetteratura e siamo molto felici della partecipazione dei nostri bambini che stanno scoprendo un modo diverso di dar voce alla loro fantasia ed in questo momento anche alla loro paura.

 

Qui e qui trovate i minivideo che, con non poche difficoltà, abbiamo fatto Monica e io a distanza, per spiegare l’attività ai nostri alunni e non solo.

Purtroppo registriamo anche che, nonostante i nostri sforzi e l’impegno delle famiglie, alcuni bambini non hanno la possibilità di seguire quotidianamente quanto proponiamo. Appena sarà possibile rapportarsi in modo diretto, il nostro impegno sarà volto al supporto e al recupero di questi bambini.

Quando tutto questo finirà (e non vediamo l’ora!), la scuola ne uscirà arricchita, tornerà ad essere un luogo fisico, ma con un’estensione online alla quale la maggior parte degli insegnanti non sarà più disposta a rinunciare.

Scritto da: Cristiana Zambon