Buon compleanno Facebook

Buon compleanno Facebook

Il 4 febbraio 2019 Facebook ha compiuto 15 anni di presenza nel web. Si è presentato ufficialmente al mondo della rete il 4 febbraio 2004.

Facebook nasce dall’idea di cinque studenti dell’università Harvard: Mark Zuckerberg, Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, come è stato ben raccontato dal film “The Social Network” del 2010 diretto da David Fincher.

Il film, sceneggiato da Aaron Sorkin, ha vinto 4 Golden Globe. Aaron Sorkin ha adattato il libro di Ben Mezrich “Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento”.

Ormai è nota la storia che Facebook era stato progettato come “strumento” di socializzazione riservato agli studenti dell’università di Harvard, da allora è diventato un colosso con un utile nel 2018 di 22 miliardi ed entrate pari a 55 miliardi di dollari. Secondo solamente a Google per fatturato.

Con la sua apparizione tutto ha iniziato lentamente ma inesorabilmente a cambiare. Il web da mezzo per soli addetti è diventato un luogo dove convivere e istaurare rapporti personali alle volte contrastanti.

Facebook in questi 15 anni di vita ha rimodellato le regole di connessione tra soggetti e lo scambio delle informazioni nel mondo reale creando quello nel mondo virtuale in cui comunicare, costruire rapporti e coltivare amicizie.

Facebook è purtroppo anche il luogo dove si possono infrangere usi, costumi e regole. Un luogo dove alla fine si sbriciolano i dettami della civile convivenza pensando di rimanere impuniti.

A causa dei lati oscuri sorge il dubbio se Facebook costituisca o meno una rivoluzione positiva.

Ovviamente, come più volte detto, la tecnologia è agnostica, non prende posizione nel bene e nel male, dipende da come la si utilizza. Facebook ha molti lati positivi utili e irrinunciabili sia nel lavoro sia nella vita di tutti i giorni, come consentire di essere in contatto con amici e persone che sarebbe difficile frequentare regolarmente sia per distanza sia per impossibilità a muoversi, si pensi agli anziani o ai disabili. Perché l’amicizia tramite Facebook travalica montagne, fiumi e mari.

In casa Facebook vi è pure il compleanno del pulsante [vedi l’articolo Mi piace da arrossire] che invita a scegliere e a misurare la vita, le amicizie, la politica, i gusti e molto altro ancora: “Il bottone like – mi piace – dopo lunga progettazione e gestazione venne attivato sul social media il 9 febbraio 2009”. “È il trionfo della banalità e del conformismo, ma a prima vista innocuo”.

Mette in guardia Federico Rampini: “Mai fidarsi delle apparenze, nulla è gratis nel mondo progettato per noi dai Padroni della rete.”

La breve storia di Facebook ha già detto che si guarda più al fatturato che al bene degli utenti, in particolare quando a questi non importa che si saccheggino sistematicamente i propri dati.

Si pensi allo scandalo di Cambridge Analytica dove si fa un uso scorretto di dati prelevati da Facebook per consulenza e marketing fino a ipotizzarne un uso illecito con iniziative che hanno condizionato le presidenziali statunitensi e il referendum sulla Brexit nel Regno Unito.

A questo adesso si aggiunge un’indagine di TechCrunch che ha rivelato come Facebook abbia pagato alcuni utenti per installare sui propri dispositivi un software, presentato artatamente come una VPN, per monitorarne l’attività: messaggi privati, chat, foto e video inviati e ricevuti, email, ricerche nel Web, siti visitati fino alla geolocalizzazione [vedi l’articolo Facebook paga gli utenti per spiare i loro smartphone].

L’app ovviamente consentiva pure di accedere alle comunicazioni private con le quali interagiva chi partecipava inconsapevolmente al monitoraggio.

Non appena è emersa la notizia Facebook ha chiuso il programma di ricerca e ha revocato il certificato che consentiva l’installazione dell’app.

Recentemente è venuto alla luce un nuovo scandalo. Nei giochi online del social network come Angry Birds o PetVille, c’erano bambini che spendevano centinaia o migliaia di dollari senza autorizzazione dei genitori.

A dimostrazione dell’accaduto: un quindicenne ha accumulato in un paio di settimane un debito di gioco per 6.500 dollari; Facebook ha negato il rimborso [vedi l’articolo Facebook sapeva dei minorenni spendaccioni e ha taciuto].

“I dipendenti dell’azienda di Zuckerberg descrivevano questi giovani come whale: il termine che si usa nei casinò per identificare i giocatori che spendono grandi cifre”.

La sua fulminea crescita in solo 15 anni non ha permesso un corretto e etico indirizzo della piattaforma da parte del management, e probabilmente nemmeno di comprenderne interamente l’impatto sulla società [vedi l’articolo Caro Mark Zuckerberg, per Facebook stai scegliendo la strada sbagliata].

Oggi si è però consapevoli che fidarsi dei social network non ha alcun senso, la loro fame di dati personali non conosce limiti o decenze, per questo Mark Zuckerberg sta lavorando al processo di istituzionalizzazione di una Commissione indipendente che operi per decidere sui contenuti così da proporre Facebook come un intermediario della comunicazione, un fornitore di servizi tecnologicamente neutro rispetto ai diritti degli stati e degli utenti.

Auguri Facebook!

Scritto da: Marcello Pistilli