Anziani e non. Serve più cultura digitale

Anziani e non. Serve più cultura digitale

La nostra attuale società vive un enorme sviluppo tecnologico che non sempre riesce a cavalcare. Molti sono i soggetti che rischiano o hanno rischiato di rimanere indietro.

Questa evoluzione è stata accettata dalle nuove generazioni, i così detti millennials e dalla generazione successiva che ha avuto come baby sitter il tablet.

Vi sono però indicazioni di aumento dell’alfabetizzazione digitale che fanno ben sperare: Altro che anziani: gli over 65 sono sempre più connessi, tecnologici e sportivi.

Nell’ultimo decennio, la quota di utenti “over 65” regolari su internet nell’Unione europea è triplicata, con un incremento di ben 36 punti percentuali nell’arco del decennio.

Il trend positivo è confermato anche dall’Italia che registra significative percentuali. Recenti indagini indicano che per gli over 65 si è passati dal 6 % del 2008 al 34 % del 2018 di utenze attive.

Ottima notizia! L’importante è che ciò sia accompagnato dalla consapevolezza dei pregi, dei difetti e dei pericoli insiti nella tecnologia.

Non ricordo di avere mai visto qualcuno che cammina in strada leggendo un libro; o facendo le parole crociate; o scrivendo una relazione. Tempo addietro si diceva: “non si legge camminando per strada”. Oggi tutto questo è stato sdoganato.

Recentemente in una strada del mio quartiere romano ho incontrato una signora di una certa età con il cellulare a pochi centimetri dal naso. Cosa imbarazzante a vedersi e da non crederci, il cellulare gli copriva il volto, gli occhi erano fissi sullo schermo distante meno di due centimetri dal naso, in viva voce parlava con l’interlocutore a cui si rivolgeva urlando pure.

Il tutto avveniva in movimento, su un tratto di marciapiede; per fortuna! Di certo era impossibilitata a vedere dove posava i piedi. Ovviamente incrociandola mi sono premurato di scansarla.

La signora conferma il Rapporto Istat che al punto: “Gli anziani e le nuove tecnologie”, indica che si sta riducendo il “ritardo digitale” della popolazione over 65.

Sempre la signora è testimonianza di quanto detto sui pericoli insiti nella tecnologia.

All’avvento dei tablet la generazione degli over 65 costituiva la pattuglia dei digiuni digitali. I così detti “anziani” erano considerati quelli della terza età e appellati come “vecchi e digitalmente ritardati”. Gli esclusi della società digitale.

Oggi questo non è più attuale e si è in presenza della prima generazione di: “over 65 digitali”.

Gli over 65, se digitalmente ben educati, sono disponibili a mettersi in gioco e a imparare. Alla fine dimostrano di poter combattere ad armi pari con ogni generazione nata digitale.

Grazie anche all’enorme sviluppo della medicina, sono dinamici, in buona salute, autonomi, sportivi, giramondo, ma soprattutto ottimisti. E in particolare hanno molto da insegnare ai nativi digitali.

Loro hanno trovato nella tecnologia un sorprendente alleato per sfatare i luoghi comuni.

Gli over 65 digitali sono sempre più smart, navigano in internet, usano i social networks e gli smartphone e il 57,1% apprezza l’avvento dei social network perché li rende meno isolati. Internet è un valido aiuto nel reperire informazioni utili, facilitare i contatti e condurre una vita indipendente.

Ovviamente non tutto è rose e fiori, non si può passare dall’ignorare lo strumento a non farne a meno. Lo smartphone deve essere accettato come un compagno non invadente.

Una delle principali difficoltà è la parziale conoscenza dello strumento. Grazie ai nuovi device, sempre più semplici e intuitivi, l’autoapprendimento può divenire la norma. Questo si limita però alle funzioni di base dove anche l’enorme biblioteca internet aiuta, ma questa non potrà mai sostituire una formazione coinvolgente e in presenza.

L’utilizzo dello strumento non è immune da pericoli, non può quindi essere un oggetto fai da te, le mail e i vari social di messaggistica possono divenire veicoli pericolosi e gli anziani sono i soggetti più vulnerabili alle suggestioni di amicizia e amore.

Così senza la cultura dello strumento i social da aiuto diventano un problema sociale che può infliggere una profonda ferita psicologica alla società e in particolar modo ai soggetti più deboli cioè le persone anziane.

D’altro canto neppure i giovani, attori del mondo che cambia, ne sono immuni. Svezzati a latte e digitale, ritengono di sapere tutto su internet e i social, vivono in una società smart e hi-tech che gli consente di essere sempre connessi per ascoltare musica, guardare video, fare ricerche, curiosare e navigare nel web e fare acquisti.

La loro giovane età non li difende dalle insidie di questa tecnologia, anzi li illude che il mondo reale è solo una propaggine di quello virtuale.

Seppure non restano consumatori passivi perché la tecnologia favorisce la creatività e l’ingegnosità, è doveroso dare loro le corrette informazioni sui danni che l’uso intenso e continuo dello strumento digitale può provocare, fare prevenzione e promozione verso il rispetto di sé e dell’altro.

Occorre insegnare loro, salvaguardando i molteplici aspetti positivi insiti in questa splendida tecnologia, ad essere informati rispettando i principi della riservatezza e privacy degli altri e la propria.

Gli adolescenti hanno però bisogno anche di punti fermi con cui confrontarsi così da rielaborare le informazioni apprese e capire che la realtà che li circonda va oltre quella “virtuale”.

La società è chiamata a rispondere a queste esigenze, ad educare e a promuovere la cultura e la responsabilità oltre il digitale.

Da un lato abbiamo gli over 65 che hanno bisogno di allargare le loro conoscenze digitali e aprirsi verso nuovi stimoli e quindi è importante accompagnarli gradualmente nella scoperta e nella padronanza dello strumento. D’altro abbiamo i giovani digitali che hanno bisogno di capire che vivere non è solo guardare in uno schermo mentre di digita freneticamente.

Si aiuteranno entrambi a non cadere nella trappola dei rischi dell’era tecnologica e della vita facendoli incontrare in modo da far superare a poco a poco le diffidenze iniziali.

La Fondazione Mondo Digitale: “costruisce percorsi di alfabetizzazione digitale puntando su un’alleanza con le scuole. Obiettivo principale è diffondere l’uso delle nuove tecnologie tra le persone anziane, migliorando la loro qualità della vita. Sono svolti corsi di formazione con la formula intergenerazionale: gli studenti delle scuole insegnano agli over 65 l’uso del personal computer e degli altri apparati digitali, Web, social network ecc. con il supporto di docenti esperti e gli anziani da discenti si rivelano docenti familiarizzando con i giovani ai quali trasmettono la loro esperienza di vita”.

 

Scritto da: Marcello Pistilli