L’innovazione non è (ancora) donna. Avviciniamo le ragazze alle STEAM

L’innovazione non è (ancora) donna. Avviciniamo le ragazze alle STEAM

“Facciamo in modo che le donne e le ragazze possano dare forma alle politiche, ai servizi e alle infrastrutture che hanno un impatto su tutte le nostre vite e sosteniamo donne e ragazze che stanno abbattendo le barriere per creare un mondo migliore per tutti” (Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres).
Apriamo questo nuovo articolo con una frase significativa, ogni giorno, ma oggi più che mai. Perché l’8 marzo, come di consueto, si festeggia la “Giornata internazionale della donna“, un momento per celebrare e per non dimenticare gli atti di coraggio compiuti da tutte quelle donne che hanno contribuito al progresso e al cambiamento del proprio Paese e della condizione femminile nella società e nella cultura.

 

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Il tema scelto quest’anno dalle Nazioni Unite è: “Think equal, build smart, innovate for change”, un invito a “pensare con equità, costruire in modo intelligente, innovare all’insegna del cambiamento”. Un invito a impegnarsi per raggiungere finalmente l’uguaglianza di genere e per costruire una società inclusiva, dando anche alle donne le opportunità offerte dall’innovazione e dalla tecnologia. Perché nonostante siano passati ormai più di 100 anni dall’istituzione della “Giornata internazionale della donna” – nata negli Stati Uniti nel 1909 per rivendicare il diritto delle donne al voto -, esiste ancora un forte gender gap. Le donne sono ancora poco rappresentate in ruoli decisionali, a parità di lavoro svolto non hanno la stessa remunerazione economica dei colleghi uomini e la loro presenza nel campo delle STEAM – Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics – è ridotta rispetto a quella maschile.

 

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A evidenziare il rischio di esclusione del mondo femminile dai settori emergenti legati all’innovazione è il “Global Gender Gap Report 2018”. Lo studio confronta il livello di parità di genere in 149 paesi, rispetto a partecipazione economica e opportunità, risultati scolastici, salute e sopravvivenza e responsabilizzazione politica; a queste dimensioni tematiche, nell’edizione 2018 si aggiunge quella relativa all’intelligenza artificiale, dove le donne rappresentano solo il 22% della forza lavoro. Il report del World Economic Forum denuncia progressi troppo lievi e un peggioramento del divario nell’era dell’automazione: rispetto al 2017 si registra un miglioramento nei parametri “economic opportunity” – un progresso, dunque, nell’allineamento degli stipendi -, mentre in quelli “education”, “health” e “politics” il gender gap si è allargato, tanto da essere necessari ben 108 anni per colmarlo.

 

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Garantire l’impiego di tutti i talenti del mondo, senza esclusione di genere, negli ambiti che saranno trainanti per lo sviluppo dell’economia è fondamentale per la crescita e la competitività di ogni paese.
Consapevole dell’importanza di formare giovani donne nelle materie tecnico-scientifiche per innescare il cambiamento, la Fondazione Mondo Digitale continua a portare all’interno del Binario F di Facebook “Social4Stem“, il laboratorio di coding al femminile. Lo scorso lunedì hanno partecipato al programma “Vagone FMD. Da 01 a 100” le studentesse del Liceo Classico Sperimentale Bertrand Russell di Roma. Insieme alla formatrice Lara Forgione, le ragazze si sono allenate con il programma Scratch avvicinandosi ai linguaggi di programmazione.
Continuiamo a usare il coding e il pensiero computazionale come uno strumento per combattere i pregiudizi, creare studentesse appassionate e consapevoli delle proprie potenzialità e valorizzare il ruolo strategico delle donne in campo scientifico e tecnologico. Per dare a tutti, nessuno escluso, la possibilità di formarsi e investire sul proprio talento, contribuendo così alla nascita di una nuova generazione, con pari opportunità nell’economia digitale.
Scritto da: Ilaria Bonanni