1984, George Orwell aveva visto bene!

1984, George Orwell aveva visto bene!

Ho letto il libro.

Avevo comprato il libro 1984 di George Orwell negli anni 80, in concomitanza della fatidica data, ma non lo avevo letto.

Non entro nel merito della visione politica dell’autore George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950).

Vorrei qui annotare alcuni punti che il grande scrittore del Novecento aveva intuito. Punti che arrivano a far dire che il romanzo 1984 è un grande romanzo distopico, invero anticipatore.

Sebbene il romanzo fu pubblicato nel Regno Unito l’otto giugno del 1949, ben settant’anni fa, è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo e pone molti spunti con elementi d’attualità tecnologica e sociale che debbono farci riflettere.

In questo, come in altri suoi romanzi, l’autore è riuscito a riassumere tematiche oggi attuali con una chiarezza eccezionale al limite della preveggenza; cioè, su molti punti aveva visto bene!

Chiariamo subito il concetto di distopia, classe letteraria a cui appartiene il romanzo: descrizione o rappresentazione di uno stato futuro di cose che, in contrapposizione all’utopia, presenta situazioni e sviluppi sociali, politici e tecnologici altamente negativi.

Il romanzo 1984 racconta di un futuro prossimo per un Orwell che scrive nel 1949.

Nell’anno 1984 di Orwell la terra è politicamente divisa tra tre superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia, in una dichiarata perenne guerra tra loro.

L’avvenimento raccontato si svolge in Oceania dove vi è il “Partito” che “comanda”; il Partito del così detto “Grande Fratello”, onnisciente, infallibile, eppure invisibile, ma presente mediante grandi manifesti/teleschermi.

Si vive in una realtà guidata dal Partito che manipola i suoi sudditi sostenendo continuamente un’idea come il suo opposto. Stravolge così la mente in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, cioè nell’accettazione piena e coerente dei suoi principi.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è la forza.

Controllo

Il 1984 per l’autore è un’epoca soggiogata dalla tecnologia e dai media, il “Grande Fratello” compare ogni giorno sugli onnipotenti teleschermi per indottrinare i suoi sudditi.

Gli occhi avrebbero guardato sempre e la voce avrebbe risuonato sempre.

Questi apparati sono presenti in ogni stanza privata e negli spazzi pubblici, spiano azioni, emozioni e, soprattutto, pensieri. Servono, oltre che a trasmettere slogan, a tenere sotto controllo la popolazione mediante telecamere che registrano quanto avviene nel loro ampio raggio d’azione.

Da sveglio o mentre si dormiva, mentre si mangiava o beveva, dentro casa o fuori, nel bagno, a letto, … non c’era modo di sfuggirle. Nulla si possedeva di proprio se non pochi centimetri cubi dentro il cranio.

Era pericolosissimo lasciar trasparire i pensieri quando si stava in un luogo pubblico ovvero a portata del campo visivo del teleschermo. Anche il minimo movimento avrebbe potuto perdervi … qualsiasi cosa che potesse far credere in un comportamento anormale

Oggi

Il web e i social network, con capacità di immagazzinare informazioni su tutti i soggetti ad essi collegati, attuano il controllo paventato dall’autore; su una popolazione mondiale di oltre 7 miliardi di persone sono connesse più di 4 miliardi [vedi l’articolo Gli utenti di Internet sono più di quattro miliardi nel mondo, 43 milioni in Italia].

L’interazione con i social networks è pervasiva e registrata dai giganti del web che collezionano e analizzano i dati che gratuitamente gli sono forniti. Inoltre, le tecnologie IoT (Internet of Things) hanno reso il “controllo” più capillare. L’enorme mole di dati così acquisiti, dai gusti d’acquisto, ai dati medici, passando per gli spostamenti, contengono valori che fanno dire che essi conoscono le persone meglio delle persone stesse.

Nel 1949 Orwell non poteva avere conoscenze tecnologiche in grado di permettergli di immaginare la nascita del web, eppure, ci dà una lucida disamina dei rischi insiti in un controllo capillare della popolazione.

Manipolazione

Il controllo del Partito è esercitato mediante la creazione di uno stato d’animo isterico ed insoddisfatto di continuo alimentato in momenti di odio indirizzato verso la psicosi bellica e il culto del capo e nella manipolazione dei pensieri attuata pure con la riscrittura della storia a vantaggio del Partito che non erra mai!

Tutto ciò è ben descritto nel romanzo dove il protagonista del libro Winston Smith è un dipendente del ministero della Verità e come lavoro fa proprio il mistificatore di fatti.

La costante azione di sottomissione tramite devozione cieca, a dispetto di ogni logica, è ben spiegata da O’Brien, referente del Grande Fratello, che dice a Winston:

Il Partito non si interessa degli atti compiuti apertamente: l’unica cosa che ci interessa è il pensiero. Noi non ci contentiamo di distruggere i nostri nemici, noi li trasformiamo… noi lo convertiamo, ci impossessiamo dei suoi pensieri interni, gli diamo una forma del tutto nuova.

Oggi

Le nostre vite sono osservate, manipolate e talvolta alterate dai social media che tengono le persone in costante connessione sugli apparati. L’assenza di segnale arriva ad alterare una persona fino all’isteria.

L’azione dei social media è degenerata rispetto alle aspettative dei fondatori e questo porta all’azione ipotizzata da Orwell.

Sui social media improvvisamente tutti hanno potuto far sentire la loro voce che si esprime con la forza del concetto “la mia opinione è più valida dei tuoi fatti”. Opinione ribadita alle volte con prove false o tesi manipolate. Idee che si notano di più se quello che affermano con forza conferma le idee preconcette.

Inoltre, la sorveglianza imposta, alle volte in modo oscuro, dai signori del web viene manipolata in modo opaco mediante gli algoritmi che analizzano emozioni e preferenze di consumo al fine di imporre idee, esigenze, acquisti non consciamente sentiti.

Come nel libro di Orwell si arriva a dire che i social media operano sul soggetto e:

… lo riportiamo al nostro fianco non solo apparentemente, ma nel senso più profondo e genuino, nel cuore e nell’anima”

Post-verità o verità alternative

Il concetto di verità alternativa o post-verità, balzato alla cronaca nel 2017, è descritto bene nel libro che dettaglia pure le modalità di azione.

Chiara anche la filosofia alla base della mistificazione della storia passata imposta dal partito.

Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato.

Il partito poteva impossessarsi del passato, fino a dire, di questo o di quell’altro avvenimento, non è mai successo… non era più spaventoso che soltanto la tortura o la morte.

Erano state scritte e riscritte tante di quelle volte che alla fine i fatti e le date originali non avevano più nessun significato.

… in che modo sappiamo che … il passato non si può mutare? Sia il passato sia il mondo esterno esistono solo nella mente, e se la mente stessa è soggetta ad essere controllata …che ne segue?

Alla fine, il partito avrebbe proclamato che due e due fanno cinque, e si sarebbe dovuto crederlo.

Fino ad arrivare a proclamare

 “due e due” … “Winston, Qualche volta, fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo.”

Oggi

La diffusione delle fake-news imperversa nella rete e nei social network segno che Orwell aveva previsto tutto e aveva dato loro un nome nella neolingua alla base del romanzo: “bispensiero” (doublethink = doppio pensiero). Oggi le fake-news sono indicate come “verità alternative” o “post verità”, così da essere accettate e mai poste in discussione. Nel romanzo la lingua viene continuamente ricomposta in un nuovo idioma così che si impedisce qualsiasi reato di pensiero, poiché

… non ci sono più parole capaci di esprimerlo…

Disuguaglianza tra le classi

La popolazione di Oceania è divisa tra i membri del “Partito interno”, “Partito” e i “prolet” la forza lavoro adibita ai lavori più pesanti. A differenza dei soggetti del Partito, questi ultimi non sono costantemente spiati perché considerati delle masse insignificanti, al livello degli animali da soma.

I prolet vivono in miseria, ma la parte dominante del Partito dà a credere che non sia realmente così.

La massa e la ritenuta sua marginalità fa ritenere a Winston che:

Seppure c’era una sola speranza doveva trovarsi fra i prolet, perché solo fra essi, in quelle masse disperate, stipate in alveari (e che formavano, si badi, l’85% della popolazione di Oceania) poteva generarsi la forza capace di distruggere il Partito.

Oggi

Il rapporto Oxfam sottolinea che a metà del 2019 l’1% della popolazione più ricca detiene più del doppio della ricchezza posseduta da 6,9 miliardi di persone, ossia il 90% della popolazione mondiale [vedi l’articolo L’1% più ricco possiede il doppio del 90% della popolazione mondiale].

https://forbes.it/2020/01/20/ricchezza-oxfam-disuguaglianze-sociali-differenze-ricchi-e-poveri/

In conclusione

1984 è un romanzo sulle derive del controllo ossessivo, del revisionismo storico e della radicale omologazione degli individui tramite l’annientamento della personalità individuale sostituita da una collettiva voluta e controllata dal “Grande Fratello”.

Chi controllerà il web avrà la forza del “Grande Fratello” e già i sintomi sulla politica e sul consumismo si avvertono.

Nessuna difesa però sarà possibile se non si parte dalla cultura che consente di costruire una personalità che per preservare ragiona e impara, per questo consiglio di leggere il romanzo 1984. La sua lettura è salvaguardia verso questa società in divenire, ma che ancora non ha avuto modo di realizzarsi.

Infine, occorre porre attenzione alle profezie di Orwell perché fanno parte del nostro quotidiano, come il simbolico auspicio di Winston Smith:

La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa liberta, ne seguono tutte le altre.

Scritto da: Marcello Pistilli