Un nonno in cattedra. I consigli di Marcello Pistilli sulla sicurezza informatica per gli internauti over 60

Un nonno in cattedra. I consigli di Marcello Pistilli sulla sicurezza informatica per gli internauti over 60

IOW-Internet delle donne” chiude il 2018 e apre il 2019. Il “Vagone FMD. Da 01 a 100” inaugura il nuovo anno con uno speciale appuntamento con il laboratorio intergenerazionale per l’inclusione della terza età. Lo scorso mercoledì, infatti, i nonni hanno preso parte a un incontro diverso dal solito: gli studenti dell’IIS Leonardo Da Vinci in alternanza scuola-lavoro hanno lasciato il posto a Marcello Pistilli, blogger ed esperto di sicurezza informatica. Risultato? Un’interessante lezione interattiva che ha acceso nei partecipanti il desiderio di approfondire gli argomenti trattati. Prima di raccontarvi quali sono stati i temi affrontati, vi presentiamo il coach d’eccezione che ha animato il terzo incontro con il secondo gruppo di nonni al Binario F.

Iniziamo col dire che anche Marcello è un over 60. Un nonno in cattedra, dunque, che oggi insegna ai coetanei a digiuno di informatica e web come usare internet senza correre rischi. Lo fa attraverso il blog “Blusa“, uno spazio virtuale sempre aggiornato. Perché il nome “Blusa”? La domanda è lecita: ve lo spieghiamo subito. “Blusa” è acronimo di BLog Utenti per la Sicurezza in rete degli Anziani, e nasce con l’intento di divenire, appunto, la nostra blusa, ossia l’indumento da lavoro che si “evolve” a capo di abbigliamento più elaborato e raffinato da riporre nel guardaroba contro le insidie della rete. All’interno di questa piattaforma Marcello inserisce con costanza tutte le informazioni di settore che ha acquisito nel tempo, anche e soprattutto grazie al suo lavoro. La sua carriera è iniziata negli anni Settanta, un lungo viaggio che gli ha permesso di assistere all’evoluzione dell’informatica, e di conoscerne potenzialità e criticità. Ed è proprio sulla diffusione della conoscenza di queste ultime che oggi concentra tutto il suo impegno.

Il nostro laboratorio inizia con una riflessione: ad oggi la rete ci conosce più di noi, perché è a lei oramai che affidiamo tutto ciò che ci riguarda, a volte senza neppure rendercene conto. E forse siamo altrettanto inconsapevoli dell’esistenza di un alter-ego cittadino del mondo digitale, il nostro io virtuale. Questo essere impalpabile è il risultato delle numerose tracce che ogni giorno lasciamo online: i nostri gusti, le abitudini che ci contraddistinguono, i desideri, le necessità e molto di ciò che riguarda la nostra sfera lavorativa e privata sono i dati che disperdiamo quotidianamente nel cyberspazio. Si tratta di informazioni che raccontano di noi a tutti coloro che hanno interesse nel conoscerci meglio. Partiamo da queste considerazioni per parlare di cyber security e di privacy online, per discutere insieme sull’importanza della conoscenza e della consapevolezza di quanto può accadere su internet e su come assumere comportamenti più prudenti.

I dati, per loro natura, comprendono informazioni personali, comuni, sensibili e riservate. La rapidità dell’evoluzione tecnologica e la globalizzazione hanno comportato nuove sfide per la loro protezione. A tal proposito l’Europa ha recentemente manifestato il bisogno di tutelare il dato della persona fisica dando vita al nuovo Regolamento UE 2016/679 per la tutela dei dati personali – il link per approfondire l’argomento. Noto come GDPR e ormai operativo da maggio 2018, il regolamento prevede la segnalazione agli utenti interessati e alle autorità nazionali Garanti della protezione dei dati personali degli eventi generanti la perdita di dati personali entro le prime 72 ore dall’individuazione della loro violazione. L’ingiunzione di comunicazione ha portato con sé una gestione più attenta e una protezione maggiore delle informazioni degli utenti, diventando uno strumento di trasparenza sugli incidenti che coinvolgono i dati personali. Basti pensare che dal 25 maggio a oggi il Garante italiano ha individuato circa 1 milione di cittadini i cui dati sono stati persi, modificati o divulgati senza autorizzazione.

Ma uso responsabile delle nuove tecnologie vuol dire anche saper individuare ed evitare false notizie. Ed ecco il decalogo delle fake news, messo a disposizione dei nostri speciali “alunni”:

  • Condividi solo notizie che hai verificato.
  • Usa gli strumenti di internet per verificare le notizie.
  • Chiedi le fonti e le prove.
  • Chiedi aiuto a una persona esperta o a un ente davvero competente.
  • Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili.
  • Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false.
  • Hai un potere enorme, usalo bene.
  • Dai il buon esempio: non lamentarti del buio ma accendi la luce.

E i nostri nonni non se lo sono fatti ripetere due volte: hanno acceso la luce. Tante domande e una forte curiosità hanno pervaso l’hub di Facebook: ognuno ha condiviso le proprie esperienze e manifestato dubbi sugli argomenti, estremamente attuali e di fondamentale importanza, soprattutto per loro. Gli anziani, catapultati in età matura in un mondo sconfinato, sentono infatti più di altri la necessità di ricevere consigli su come muoversi all’interno di un contesto poco conosciuto e ricco di insidie.

Ad avvalorare tutto questo, la ricerca condotta dalle università di PrincetonNew York su un campione di circa 1800 persone finalizzata a monitorare i comportamenti di condivisione degli utenti sul social network per eccellenza, Facebook. Lo studio, pubblicato sulla celebre rivista scientifica “Science Advances“, ha riscontrato che l’8,5% del campione analizzato ha rilanciato almeno una volta contenuti falsi. A questo si aggiunge un dato ancora più interessante: gli utenti Facebook con un’età superiore ai 65 anni sono più propensi a condividere fake news; in percentuale questi corrisponderebbero all’11% rispetto alsolo 3% degli iscritti con età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Sotto l’istogramma che mostra l’incidenza degli over 65 nella diffusione delle fake news.

ISTOGRAMMA VagoneFMD

 

Concludiamo questo articolo con l’intervista a Marcello Pistilli.

 

 

 

 

 

Scritto da: Ilaria Bonanni