Un europeo in Africa

Un europeo in Africa

Il percorso di Digital Welcome alla Palestra dell’Innovazione non solo si arricchisce sempre più di strumenti e competenze ma si sta trasformando in una vera e propria fabbrica di storie. L’ultimo articolo pubblicato sul sito del progetto dà voce all’esperienza della formatrice Federica Pellegrini, che ha animato la sessione di digital storytelling con la tecnica Stop motion o a passo uno.

 

Quando l’accoglienza diventa inclusione, imparare è l’opportunità più preziosa. Ed è proprio quello che è successo ai ragazzi del progetto Digital Welcome durante il percorso di Digital Storytelling: utilizzando la tecnica della stop motion animation gli studenti hanno raccontato le loro storie – biografiche o di fantasia – andando oltre il limite delle parole, spesso veicoli di pregiudizi e barriere culturali.

 

Condividendo tecniche e storie, si è originato tra gli studenti un simpatico scambio di racconti e aneddoti: “io da piccolo facevo il tale gioco…”, “nel mio paese invece si fa così…”.

 

Intanto, tra una storia e l’altra, con l’aiuto della nostra formatrice Federica, gli studenti si sono addentrati nel mondo della narrazione in maniera spontanea, senza il peso della grammatica delle parole, senza dover rispondere a contenuti giusti o sbagliati.

 

Hanno dato spazio all’immaginazione, e pian piano si sono immedesimati nello spettatore, imparando a strutturare la storia da loro costruita in modo che diventasse un vero e proprio messaggio, veicolato da immagini in movimento e musica.

 

Durante la lezione, la priorità di Federica è stata farli sentire accolti, con un sorriso e con l’ascolto spontaneo delle loro esperienze, in alcuni casi trasformate in un prodotto video. Qualcuno ha raccontato un evento particolare della propria vita, altri hanno azzardato un consiglio, o hanno contribuito con l’esempio di una propria esperienza. Si sono creati momenti di tensione emotiva, sono affiorati ricordi difficili, ma anche la capacità di ridere e di ironizzare.

 

Il video più audace, nel quale tutti si sono immedesimati, è stato quello creato da C.: la sua storia narra di un cittadino europeo che va in Africa senza essere invitato, e ritorna in Europa con i beni preziosi di cui essa è ricca, quasi senza chiedere permesso. Successivamente un ragazzo africano va in Europa ma, invece di un “benvenuto”, trova uno sbarramento e un iter interminabile per ottenere un permesso di soggiorno.

 

Proprio su questa esigenza affonda le radici il progetto Digital Welcome, mirando a costruire e praticare forme di accoglienza e inclusione che consentano a ragazzi con un background migratorio di sentirsi accolti e di accedere alle stesse opportunità di studio e di apprendimento offerte ai loro coetanei italiani.

 

D’altronde innovazione e inclusione sono un binomio imprescindibile per fronteggiare la sfida dell’integrazione. Ed è quello che, tramite l’uso di modalità innovative capaci di includere e dare opportunità, il progetto Digital Welcome si propone di fare.

 

“Forse non useranno più la Stop Motion Animation, a parte qualche appassionato che – chissà – potrebbe trasformarla in professione, ma saranno capaci di usare la tecnologia per creare ponti tra persone, luoghi e culture”, afferma soddisfatta Federica.

 

 

Scritto da: Eleonora Curatola