Trasformiamo scimmie in robot. Linguaggi di programmazione per giovanissimi

Trasformiamo scimmie in robot. Linguaggi di programmazione per giovanissimi

A Binario F torna “Login”, per il suo secondo appuntamento. Lo scorso 8 novembre l’Hub di Facebook alla Stazione Termini di Roma ha ospitato gli studenti dell’IC Leonardo Da Vinci di Ciampino, coinvolgendoli con il digital storytelling e trasformandoli per un giorno in autori di storie animate grazie alla tecnica dello stop-motion. Come se la sono cavata? Gli insegnanti presenti in aula e i coach della Fondazione Mondo Digitale Matteo e Giorgia erano molto soddisfatti dei loro allievi: i giovani protagonisti hanno dimostrato come avvicinarsi al digitale sia possibile a tutte le età – rimandiamo i più curiosi all’articolo.

Il 21 novembre una nuova esperienza formativa immersiva: un laboratorio di robotica dedicato alla quarta elementare della scuola primaria IC Via T. Mommsen – Plesso Quasimodo. Sotto la guida della coach Federica Pellegrini, i nostri piccoli studenti hanno imparato le nozioni base della programmazione realizzando il loro primo automa.

Ma partiamo dall’inizio. “Quali sono i robot che conoscete?” A questa domanda l’intera classe si è scatenata: Grievous, K-2SO e altri famosi personaggi della fortunata saga di “Star Wars”, e ancora Mazinga, Jeeg Robot d’Acciao e Gundam. Eroi imbattibili con missioni importanti, beniamini di tante generazioni, che tutti conoscono, ma solo superficialmente. Anche i più grandi – le docenti accompagnatrici degli alunni – hanno finalmente scoperto quali sono le componenti che permettono di dare vita a un oggetto inanimato. In parole povere, cosa si nasconde sotto la “corazza” dei robot, e come realizzarli.

Abbiamo imparato che nessun movimento è possibile in assenza di meccanica, sensori, programmazione, scocca ed energia. Consapevoli di questo, e dotati del kit Lego WeDo per introdurre la robotica educativa nella scuola primaria – alcuni consigli di lettura per saperne di più –, i partecipanti hanno scatenato la loro fantasia trasformando una scimmia di mattocini colorati in un piccolo robot.

Perché portare la robotica in aula? Proviamo a dare una risposta a questa domanda con una lista di buoni motivi per coinvolgere i più piccoli nella realizzazione di automi semplici:

  • Avvicinare i giovani alla programmazione informatica e alle materie STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics.
  • Stimolare l’uso della logica per raggiungere obiettivi.
  • Sviluppare il pensiero computazionale e l’attitudine al problem solving.
  • Rafforzare le competenze trasversali, fondamentali lungo tutto l’arco della vita.
  • Rendere l’alunno principale “costruttore” del suo apprendimento, protagonista del processo educativo.
  • Creare maggiore consapevolezza sul funzionamento dei dispositivi e degli strumenti che fanno parte della quotidianità – tablet, smartphone, videogiochi, etc.
  • Formare una nuova comunità, fatta di persone preparate alle sfide del futuro.

 

Fondazione Mondo Digitale prosegue la sua collaborazione con Facebook Italia per creare nelle scuole le condizioni per la diffusione dell’innovazione, grazie al programma “Vagone FMD. Da 01 a 100”.

Un progetto che coinvolge anche le classi più giovani di studenti, nato dell’esigenza di diffondere tra la generazione dei “nativi digitali” un corretto uso delle nuove tecnologie e le competenzesoft e hard – necessarie per entrare nel mondo del lavoro.

Secondo l’ECDL – l’ente che in Italia è rappresentato dall’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico –, quello dei nativi digitali non sarebbe che un “falso mito”. La conoscenza del web e delle nuove tecnologie dei ragazzi cresciuti nell’Era di Internet sono infatti molto spesso sopravvalutate: la maggior parte di loro dimostrerebbe una scarsa esperienza nell’uso degli strumenti del Web 2.0.

Lo studioso Shiang-Kwei Wang del New York Institute of Technology sostiene che il problema risiederebbe nelle poche opportunità concesse ai più giovani di fare pratica con la tecnologia in quei contesti che esulano dal loro puro uso ricreativo. “Gli studenti possono essere abili nell’utilizzo di tecnologie di intrattenimento o comunicazione, ma hanno bisogno di una guida per imparare a usare queste tecnologie per risolvere complicati problemi di ragionamento. […] La scuola è l’unica soluzione che può creare il bisogno di formazione e facilitare l’esperienza tecnologica dei giovani”, afferma Wang (Educational Technology Research & Development, Ed. Springer).

L’intervista alla docente Teresa Spinelli, che ci spiega l’importanza di avvicinare le scuole alle nuove tecnologie attraverso metodologie didattiche non tradizionali.

La gallery fotografica del laboratorio “Share”.

 

Scritto da: Ilaria Bonanni