Tornano “i-tutor”, facilitatori dell’inclusione digitale e culturale

Tornano “i-tutor”, facilitatori dell’inclusione digitale e culturale

Questa settimana “Share” si è “fatto in due” per i suoi giovani partecipanti. Il laboratorio interculturale, giunto al suo quinto appuntamento in calendario all’interno del fitto programma di “Vagone FMD. Da 01 a 100”, ha coinvolto prima gli studenti dell’ITSSET Emanuela Loi – in aula lo scorso mercoledì: cliccate sul link per leggere l’articolo – e poi i ragazzi dell’IIS Croce-Aleramo – presenti ieri nell’Hub di Facebook per il loro terzo incontro.

Ad attenderli a Binario F c’erano i migranti del Centro Enea, sempre presenti e, soprattutto, sempre più curiosi di scoprire come perfezionare la lingua italiana attraverso il web e le nuove tecnologie.

Dopo una giornata dedicata alla ricerca del lavoro, all’elaborazione di un progetto professionale individuale e all’acquisizione di nuove consapevolezze, i ragazzi sono tornati a impegnarsi nella realizzazione dell’audio-vocabolario multilingue. I siti web – “Non parlo italiano” e “Noi parliamo italiano!” – hanno lasciano il posto alle applicazioni, protagoniste di questo nuovo appuntamento. Si tratta di “Duolinguo” e “Presente Italia per stranieri”, entrambe pensate per Android e per iPhone.

Con “Duolinguo” i cittadini stranieri hanno sperimentato un nuovo modo per imparare l’italiano, facile e divertente: le lezioni online sono semplici ed efficaci, offrono diversi esercizi, di pronuncia, ascolto e traduzione. La valutazione è istantanea: le risposte corrette permettono di guadagnare punti e di passare al livello successivo, mentre si perde una vita per ogni risposta errata.

“Presente Italia per stranieri”, invece, nasce grazie al CPIA metropolitano di Bologna ed è pensata per chi è da poco arrivato in Italia e vuole conoscere lingua e vita civile del Paese ospitante. Si compone di tre parti: una sezione didattica di esercizi sulla lingua, un percorso informativo di testi sulla vita civile e un prontuario di frasi e parole sul corpo umano e la salute. I ragazzi che le hanno testate in aula hanno potuto vedere sin da subito i risultati raggiunti e come migliorare, appassionandosi all’istante alle app. Anche i tutor si sono divertiti al fianco dei migranti durante questa nuova avventura, mettendosi ancora una volta in gioco grazie al codice digitale, linguaggio ponte tra culture diverse.

Migliorare la qualità della propria vita attraverso il digitale è dunque possibile. Questo però non basta. L’apertura verso gli altri, la capacità di ascolto e il lavoro di gruppo hanno confermato la loro importanza anche nella giornata di ieri, dimostrando come l’attivazione di un processo virtuoso di sviluppo di una comunità intelligente non possa avvenire se non in presenza di alcuni valori fondamentali. La tolleranza, l’inclusione, il rispetto di bisogni diversi dai propri e la predisposizione all’aiuto degli altri sono fondamentali, proprio come ci spiega Francesca, studentessa e tutor presente in aula.

“Share”, che nasce grazie a Fondazione Mondo Digitale con lo scopo di facilitare il processo d’integrazione sociale di richiedenti asilo e rifugiati, si fa portavoce di questi valori. L’alleanza tra il mondo della scuola e quello dei centri di accoglienza per stranieri permette a migranti e studenti di crescere insieme. Grazie a un costante confronto e una inevitabile contaminazione culturale, i protagonisti del laboratorio sviluppano digital skills, competenze linguistiche e una coscienza civica.

Gli studenti diventano i-tutor, facilitatori di un’inclusione sia digitale che culturale, contribuendo così alla costruzione di un modello innovativo d’integrazione: è la “Formula della terza accoglienza” firmata Fondazione Mondo Digitale.

Obiettivo ultimo, la formazione di una nuova generazione, più attenta, disponibile e impegnata socialmente. Consapevole di quanto la condivisione di conoscenze e competenze, tecniche e personali, sia fondamentale per un miglioramento continuo.

Di seguito una infografica che illustra sinteticamente la “Formula della terza accoglienza”.

Infografica formula terza accoglienza VagoneFMD

Scritto da: Ilaria Bonanni