She Means Business riparte dal Binario F. Tante donne e una storia d’eccellenza

She Means Business riparte dal Binario F. Tante donne e una storia d’eccellenza

“La parità di genere rappresenta uno dei valori fondamentali dell’Unione Europea. Eppure, sul lavoro la realtà è diversa. Nell’UE le donne, nei vari settori economici, guadagnano in media oltre il 16% in meno all’ora rispetto agli uomini. Questo divario retributivo di genere è rimasto stabile negli ultimi 5 anni. Al ritmo di cambiamento attuale verrà colmato solo all’inizio del prossimo millennio.” (Piano d’azione UE per il 2017-19/Affrontare il problema del divario retributivo di genere; Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, Al Consiglio e al Comitato Economico e Sociale Europeo, 20.11.2017).

Il quadro tracciato dalla Commissione Europea delinea la presenza di un forte divario di genere nel mondo del lavoro. Uno dei principali indicatori di questo gap è il livello retributivo: nella maggior parte dei casi, infatti, le donne percepiscono un salario inferiore a quello degli uomini. In particolare, l’Italia occupa l’82esimo posto nella classifica globale sul fronte della disparità economica uomo-donna nel lavoro all’interno del “Global Gender Gap Report 2017” del World Economic Forum,

 

Infografica VagoneFMD

 

Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio JobPricing – la specializzazione di JobValue Human Capital Consulting dedicata alla consulenza aziendale in ambito Total Reward, punto di riferimento per lo studio del mercato del lavoro e delle dinamiche retributive -, si tratta di una differenza che corrisponde a circa 3.000 euro lordi annui. Per usare una metafora, è come se ogni anno le donne cominciassero a percepire lo stipendio per il lavoro che svolgono solo a partire dalla seconda metà del mese di febbraio.

 

Infografica VagoneFMD

 

Alla disparità salariale di genere si affianca quella occupazionale. L’ultimo rapporto dello European Trade Union Institute indica un divario occupazionale di genere pari al 18%. Ma c’è di più: il sottoutilizzo del capitale umano femminile comporterebbe un costo complessivo pari a 88 miliardi di euro, dunque una perdita di ricchezza per l’economia europea. In particolare, stando all’ultimo rapporto Eurofound sulla partecipazione delle donne al mondo del lavorol’Italia è il Paese europeo che otterrebbe maggiori benefici dalla crescita dell’occupazione femminile. Nonostante questo – e malgrado il numero di donne con un impiego sia aumentato negli ultimi anni -, il tasso in Italia è ancora poco consistente: le donne che lavorano sono infatti solo 1/3 su 23 milioni.

Se è vero che la mancata partecipazione femminile al mercato del lavoro rappresenta un’enorme perdita di ricchezza per i paesi, allora non possiamo prescindere dal contributo delle donne e dobbiamo creare le condizioni che permettano di valorizzarne idee, creatività, intraprendenza, spirito d’innovazione, capacità organizzativa, forza e caparbia. Insomma tutte quelle soft skills che da sempre caratterizzano l’universo femminile e che sono fondamentali per la crescita dell’economia globale.

Incoraggiare le donne nel raggiungimento dei propri obiettivi professionali e personali per garantire la parità di genere nel mondo del lavoro è l’obiettivo di “She Means Business“. Il progetto globale di Facebook, nato in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale, vuole infatti valorizzare l’imprenditoria femminile: fornendo gli strumenti, la formazione necessaria, modelli positivi e storie di eccellenza, She Means Business aiuta le donne che fanno impresa a far crescere il proprio business, e quelle che desiderano avviare un’attività a realizzare il proprio sogno. Il progetto mira a raggiungere nel 2019 più di 2.000 donne del Mezzogiorno – che andranno ad aggiungersi alle oltre 4.000 già formate in Italia nell’arco del 2018 – con training mirati sulle competenze digitali.

Prima di partire con la seconda edizione, She Means Business ha fatto tappa al Binario F con un doppio appuntamento. Lo scorso lunedì e mercoledì l’hub di Facebook ha ospitato circa 60 donne. Non solo imprenditrici, ma anche artigiane e proprietarie di piccole attività, curiose di capire come sfruttare il potenziale del web per farsi conoscere. Con i coach Astrid D’Eredità e Francesco Timpone sono state affrontate due principali tematiche, la presenza sui social network e la sua valorizzazione attraverso i contenuti visuali. Siamo partiti dalle differenze tra profilo personale e profilo aziendale, sia su Facebook che su Instagram, fino ad arrivare ad elaborare strategie di content marketing. Dalla teoria alla pratica: dopo aver passato in rassegna i principali strumenti di creazione e gestione dei contenuti, un utilissimo workshop sull’uso di Instagram. Abbiamo realizzato alcune storie e capito quanto la presenza e il racconto di un brand sui canali social sia diventata fondamentale per farsi conoscere e raggiungere e coinvolgere i clienti.

Molte delle persone in aula già comunicavano il loro marchio sul web, senza però avere le nozioni di base del marketing online, a testimonianza dell’esistenza di talento e risorse nell’imprenditoria femminile. A mancare è piuttosto una formazione adeguata, che permetta di mettere in atto una vera e propria strategia, di capire quali strumenti usare e come a partire da un’analisi del target, degli obiettivi e dei competitor.

Questo ha rappresentato She Means Business per Chiara Di Cillo, che ha portato a Binario F la sua testimonianza e storia d’eccellenza. Lei è una giovane imprenditrice di 30 anni, partecipante della prima edizione del progetto e fondatrice del marchio Portatelovunque. Designer e CEO di un brand che trasforma materiali di recupero in prodotti artigianali, Chiara regala agli oggetti una seconda vita: borse, pochette, bustine, mousepad, porta bottiglie sono i prodotti finali figli di una precisa esigenza personale, quella di ottenere pezzi senza nichel – Chiara è infatti allergica a questo elemento. I social network le hanno permesso di “portare ovunque” il suo progetto hand-made e di condividerlo con gli altri. Ama definirsi per questo un artigiano digitale, una nuova figura che con le sue produzioni indipendenti trova spazio nel mare del web. In questa breve intervista ci parla del suo sogno trasformato in realtà.

 

Scritto da: Ilaria Bonanni