Potenza, in tour con Nonni in rete

Ci sono tanti modi per seguire lo stato di attuazione di un progetto sul territorio, ma a noi piace soprattutto “viverlo”, incontrando sul posto le persone che lo condividono. Questo significa che a volte bisogna macinare chilometri, raggiungere posti lontani, viaggiare per giorni e giorni senza mai “fare base”, seduti dietro a una rassicurante scrivania. Ed è così che Cecilia Stajano [@CStajano], responsabile Innovazione nella scuola, coordina i progetti sul territorio, portandosi la scrivania in tasca. Poi scarpe comode e spostamenti intermodali, cambiando mezzi di trasporto a secondo della esigenze e delle distanze. Così arriva ovunque e, con la tecnologia in tasca, è raggiungibile in ogni luogo, come un ripetitore sempre acceso che riceve e rilancia entusiasmo. Nasce da questa metodologia il racconto del tour Nonni in rete, che comincia dal Sud, da Potenza.

 

basilicataBasilicata la bellezza del tempo che scorre

Il cuore, come ogni cuore, è al centro del corpo e pulsa. Silenziosamente e ritmicamente dirama nutrimento a tutto il corpo periferie comprese. Da sempre, doverosamente batte anche se non ci si bada. Così ci appare la Basilicata a noi che la conosciamo tramite le aule scolastiche, i tuoi tutor, docenti e dirigenti che si impegano nei progetti che costruiamo insieme. Una terra instancabile, sempre partecipite, attiva e proattiva, la regione “operaio” che conosce la fatica, il sudore e il valore dell’impegno.

Una regione dove le stagioni sono ancora riconoscibili in natura, si passa dal bianco della neve, al verde brillante dei campi con l’erba neonata, al giallo delle spighe mature, fino ad arrivare al marrone delle zolle rivoltate per prendere aria e prepararsi alla prossima semina. Una terra che conserva tesori, dal petrolio, alle dolomiti lucane, che pensa green con i pannelli solari e le gigantesche pale eloiche che svettano e ahimé tracciano la linea dell’orizzonte ed il profilo delle dolci colline.

Una terra generosa che conserva e ti fa vivere il valore dello scorrrere del tempo, mai accelarato, ma fatto di rintocchi.

Una regione che si può attraversare a una velocità di crociera che permette anche al più disattento di osservare il paesaggio, di quardarsi intorno dal finestrino del pullman, dalla vettura del treno a due vagoni che sbuffa e stantuffa ad ogni cambio di marcia, dalle macchine sulle strade statali o dal retro di una Ape Piaggio e dall’alto di un trattore.

Non ci sono grandi arterie autostradali che permettono di raggiungerla e le strade sono tutte con tornanti, anche il bus, che quotidianamento porta dalla capitale medici a operare al San Carlo e riporta i paesani alla loro terra, è un valido testimone di quante storie e ricchezza ci sia in questa terra. In quattro ore di pulman ho imparato molto sulla raccolta delle olive, perché su questo si confrontano i passeggeri che un tempo erano contadini e ancora hanno un pezzo di terra dove tornare.

In tutto c’è la saggezza e la forza e operosità artigiana e contadina, che è portatrice di valore, esperienza, conoscenza e che ha permesso che si mettessero le basi del successo dell’italia e in pochi ce lo ricordiamo, invece dovremmo umilmente tornare alle origini, si perché venire in Basilicata è come tornare alle origini e rappacificarsi con il bello, il sano del suo cibo, del suo clima.

Con tutta questa cornice attorno incontriamo l’IIS Einstein – De Lorenzo, un istituto di istruzione superiore di Potenza dove la Fondazione Mondo Digitale ha scelto di far partire il progetto Nonni in Rete. Tutti i giovani alle poste. Entrare in questa scuola è scegliere di vivere una esperienza semi aziendale.

Il vero e unico valore impagabile, che fa il successo delle scuole, è il capitale umano, composto dal corpo docente, la dirigente, i collaboratori, gli studenti, le famiglie e la comunità del territorio circostante. Una scuola che per prima cosa sa fare scuola. Si adopera di valorizzare e far crescere i talenti di ognuno per metterli a disposizione della comunità. In questa scuola questo accade, perché ognuno ha un ruolo, anche ogni studente. Il sistema definito amichevolente dai suoi collaboratori il “modello Sardone”, dal nome della dirigente che lo ha importato, vuole arrivare a valorizzare tutti, e a fare sentire ogni singolo parte di un tutto, così anche nelle classi c’è lo studente incaricato di segnalare le difficoltà presenti nella sua classe, come quello responsabile di segnalare e contribuire a mantenere l’ordine, perché manternere è meglio che riparare e questo gli studenti alI’IS Einstein-De Lorenzo lo sanno bene. Sentirsi parte e voluti dalla scuola è il primo passo per poi concentrarsi sullo studio e avviarsi a innovare.

In questo contesto si inserisce il progetto Nonni in rete e, ovviamente, con eccezionali risvolti di successo.

Nonno Leonardo costruirà un blog per raccontarci come si pesca, pulisce e cuoce la trota.

Il corso di Potenza ospita la classe più numerosa tra tutti e 30 i corsi. Sono infatti 26 gli over 65 iscritti che tra tre mesi sapranno dirci cosa è Internet, come si attiva la posta elettronica, come si cerca l’orario di uno sportello e come si scaricano le foto dal cellulare.

Potenza1In questa scuola incontriamo Giulia, 76 anni, che da subito dichiara, quasi con veemenza, di essere allergica al computer e con fare quasi sfidante chiede come farà a stare in classe con persone di età diversa dalla sua e con altra formazione e competenza. La paura per un attimo confonde Giulia, che poi prontamente si riprende quando si accorge che proprio accanto a lei è seduto Matteo, 17 anni, che l’aspetta. E così come aspetta di presentarsi alla nonna, aspetterà tutte le volte che servirà farle trovare sulla tastiera il tasto @ da sola. E aspetterà con garbo, dandole sicurezza e mostrandole che non bisogna avere paura del pc…



Scritto da: Cecilia Stajano