Per costruire un proiettore bastano 2 euro

Oggi vi raccontiamo una singolare e affascinante esperienza realizzata da due scuole, una primaria e un liceo scientifico, che hanno trasformato uno smartphone in un proiettore. I protagonisti sono Angela Gatti, Alfonso D’Ambrosio e i loro studenti.

Angela è una maestra e insegna nel Secondo Istituto Comprensivo di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Si occupa di didattica digitale, unendola ad attività laboratoriali manuali.
Alfonso è docente di matematica e fisica presso l’ISS C. Cattaneo di Monselice, in provincia di Padova. Si occupa di ricerca didattica e di didattica digitale nella scuola. Ceo e cofondatore del progetto nazionale Byoeg, utilizza fortemente l’IBSE, PBL e game based learning per lo sviluppo di competenze disciplinari e multidisciplinari. Astrofilo per passione, si occupa di robotica, di coding e videogiochi educativi. Autore di diversi progetti locali e non e articoli su rivista e online, fa realizzare ai propri studenti esperimenti e prototipi con materiale povero.

Ma diamo subito spazio al loro racconto “a due voci”…

 

Un proiettore, con uno smartphone, realizzato con 2 euro!
Un percorso per introdurre l’ottica e la luce fin dalla primaria.

di Angela Gatti e Alfonso D’Ambrosio

Avete mai pensato di trasformare il vostro smartphone in un semplice proiettore? Bene tutto questo può essere fatto con un costo irrisorio e offrire l’occasione per parlare di ottica con i nostri studenti. Di seguito raccontiamo come abbiamo proposto  le nostre attività in una classe II della primaria e una seconda del liceo scientifico.

angelagattiAngela Gatti

Si sa che spiegare e capire la fisica dei fenomeni luminosi richiede un percorso lungo, complesso, interdisciplinare e che tale percorso può essere avviato fin dalla scuola dell’infanzia o primaria e portato avanti lungo l’arco scolastico con modi e tempi adeguati  agli  stili di apprendimento e delle esigenze cognitive, emotive e affettive che caratterizzano gli alunni delle diverse età.
L’occasione per parlare di fisica di fenomeni della luce, nella mia classe, una seconda primaria, è stata data nel momento in cui un mio alunno è arrivato in classe dicendomi che il suo fratellino maggiore voleva vedere un filmato, visualizzandolo in maniera più grande, come al cinema.
Qui ne è nato una confronto con tutti bambini, che a seconda del loro modo di vedere, suggerivano le modalità più disparate, anche folkloristiche per raggiungere lo scopo (tipo… prendi un cannocchiale per vedere le stelle, così lo vedi più grande…).
È stato in questo momento che mi sono ricordata di un’esperienza fatta in un altro quinquennio, con alunni più grandi, quando abbiamo costruito una specie di camera oscura cosicché posizionando la candela in una scatola, con  un piccolo foro per far uscire la luce, si intravedeva, poi, proiettata sul  muro l’immagine, però, rovesciata, per effetto della legge fisica secondo cui c’è corrispondenza punto a punto tra i punti della diapositiva e quelli dello schermo e che tale corrispondenza dà poi luogo all’immagine capovolta.
E qui mi sono detta: perché non provare con gli strumenti tecnologici che abbiamo oggi a disposizione,tipo lo smartphone?
A questo punto ho richiesto la consulenza  professionale del professor Alfonso d’Ambrosio, fisico e docente innovatore dell’anno 2015 (Global Junior Challenge), per avere il suo supporto accademico.
Egli  si è dimostrato   entusiasta  dell’idea e  si è reso subito disponibile a realizzare un Social Writing, nonché un Social Doing, vale a dire una scrittura e un operato collaborativo. Si è dimostrato propenso, cioè, a realizzare l’esperienza con i suoi alunni, di diverso livello scolastico, io in primaria, lui in secondaria. Così attraverso i canali Push,vale a dire di comunicazione e messaggistica istantanea, abbiamo prodotto un proficuo scambio di esperienze che ha favorito la crescita individuale e didattica.
Linkandomi e condividendo alcune sue esperienze didattiche realizzate, mi ha dato l’input necessario a procedere con un certo rigore scientifico.
Infine, facendo una ricerca su Internet ho trovato quello che mi serviva, vale a dire un video che mostrava proprio la mia idea (Come costruire un proiettore per smartphone).

ottica-1Così ho proposto ai bambini di fare un proiettore nostro, per la nostra classe e magari implementarci anche varie discipline e ricavarci ipotesi, verifiche, testo narrativo, descrittivo, nonché il testo regolativo, con le varie fasi della realizzazione del progetto, e per la logica poi, il diagramma di flusso con le varie sequenze; non ultima l’educazione all’immagine perché poi gli alunni hanno trasferito sul quaderno, la rappresentazione grafica, sia delle fasi step by step della realizzazione del progetto, che la scena finale, riproducendo la visualizzazione del proiettore con l’immagine riflessa.

Alla mia proposta i bambini hanno risposto con grandissimo entusiasmo; ognuno ha portato una lente diversa da casa: chi una lente da cannocchiale, chi una lente ricavata da un vecchio proiettore bifocale, un altro è arrivato con una lente grande da lavoro e qualcuno con qualche lente di un occhiale dismesso.
Tutti attorno a un unico tavolo da lavoro a collaborare a seconda dei vari strumenti che occorrevano per la realizzazione del proiettore artigianale: la colla, il cartoncino, le forbici, lo scotch, la riga, il compasso. Sembrava, quasi, stare con un équipe medica su un tavolo operatorio… in effetti stavamo facendo una operazione tecnica e con un disegno progettuale, rispettando le varie fasi per arrivare al traguardo.

ottica2ottica3ottica-4

Quando abbiamo terminato di fare la nostra scatola proiettore, l’abbiamo subito provata… I bambini erano tutti impazienti di vedere il risultato, ma (ahimè!) grande è stata la loro meraviglia nel constatare che l’immagine  riflessa sul muro era capovolta. E qui si sono aperte le ipotesi più originali…

– Maestra si è rotto il telefono non si vede bene l’immagine
– È vero! giralo perché lo hai messo capovolto!
– Spegnilo e accendilo, forse si è incantato!
– Cambia immagine e metti una foto non un filmato!
– No! Il telefono è troppo piccolo ecco perché si vede così!
– Ho capito! forse ci vuole un televisore, non un telefono perché la luce bassa.
– Maestra prova a bloccare la rotazione automatica,forse si è rovesciato lo smartphone!

Io li lasciavo dire, raccoglievo le loro riflessioni; poi aiutandomi con un disegno, sia sulla lavagna di ardesia sia alla LIM, ho mostrato come si manifesta questo fenomeno attribuibile alla luce, che attraversa la lente, la quale si comporta come la lente che è nel nostro occhio che vede l’immagine capovolta e poi il cervello concorre per raddrizzarla.
Per ovviare, quindi, all’inconveniente visivo, abbiamo installato sul telefono un’applicazione che bloccava l’immagine, cosicché,mettendo il telefono capovolto, l’immagine è risultata, per effetto contrario, dritta.
Dopo l’euforia per il risultato ottenuto, è stato facile produrre con gli alunni elaborati di ogni genere: dal testo descrittivo al testo regolativo, al diagramma di flusso, alla rappresentazione grafica, fino alla riproduzione verbale di quanto gli alunni avevano vissuto, acquisendo la competenza di replicare in altre situazioni, abilità progettuale e capacità creativa per risolvere problemi.

ottica-terottica-7ottica-bis

 

AlfonsodambrosioAlfonso D’Ambrosio

La stessa attività è stata proposta anche in una classe di seconda liceo scientifico.
La metodologia utilizzata è il problem based learning [vedi Laboratorio povero di Fisica: un percorso di Ottica in Metodologia PBL]. In sostanza è stato presentato il video per realizzare un proiettore con uno smartphone.
I ragazzi hanno acquistato una lente biconvessa (una normale lente di ingrandimento), trovata al prezzo da 1.5 ai 3 euro. La focale della lente variava da 8 a 12 cm.
Per realizzare il proiettore/camera oscura è stata utilizzata una scatola di cartone per le scarpe. I ragazzi hanno studiato, al variare della distanza dalla lente, quando l’immagine veniva messa a fuoco sullo schermo e come appariva.

L’attività è servita da stimolo per introdurre e poi studiare quantitativamente, concetti quali distanza focale, ingrandimento, formazione delle immagini, legge dei punti coniugati [vedi Ottica geometrica].

ottica-8
L’attività proposta è interessante perché può essere facilmente riprodotta a casa, con i propri genitori, i nonni o può essere una occasione per trascorrere un pomeriggio insieme.

Sia i bambini sia gli adolescenti hanno riscoperto il fascino antico del cinema (la stanza deve essere completamente al buio). Inoltre, utilizzando un telecomando che si interfaccia via bluetooth, il proiettore può essere una valida alternativa per quelle classi che non hanno la Lim o altri strumenti (lo schermo appare come una tv da 20 pollici) e non è ardito immaginare, come ha affermato più di uno studente, che possa essere utile anche per molti paesi poveri.

L’attività si inserisce all’interno di un percorso più lungo sulla luce e la formazione delle immagini [vedi gli articoli Ritorna la fisica di peppa Pig, parte terza: non è magia Peppa….è fisica!!!! e Illusione ottica: le frecce che invertono direzione, un percorso didattico alla Primaria].

Scritto da: Redazione