Occasioni da non perdere

Occasioni da non perdere

La scorsa settimana si è concluso con successo il modulo formativo “Da 1 a 1000 storie da raccontare” (PON Scuola), parte del progetto “Rammendare le periferie“, promosso dall’IIS Maffeo Pantaleoni di Frascati (Roma), con il coordinamento delle docenti Adriana Aniceto e Letizia Bredice.

 

Con il supporto di Fiammetta Castagnini, formatrice della Palestra dell’Innovazione, gli studenti hanno realizzato un prodotto audiovisivo, intitolato “Le nostre idee sono occasioni da non perdere“.

 

Si tratta di una piccola web serie in forma prototipale scritta, interpretata e montata dai ragazzi, con la mia regia”, spiega Fiammetta Castagnini. “Il progetto della scuola prevedeva un modulo formativo di 30 ore sullo storytelling, realizzato con la collaborazione appunto della Fondazione Mondo Digitale, in particolare di Rosy D’Elia e Ilaria Graziano. L’idea doveva prendere spunto da quello che avevano scritto i docenti della scuola, guidata dalla dirigente Marilena Ciprani, a proposito di “Inclusione sociale e lotta al disagio”.

 

“Rammendare le periferie s’intende un’azione che crei nel contesto territoriale luoghi flessibili, dinamici legati alla vita reale, ma anche al desiderio formativo dei ragazzi che sostenuti dall’alleanza tra le istituzioni e associazioni attive sul territorio possono “tessere” una rete di spazi di crescita e ben-essere dentro e fuori la scuola”. Per la scuola  il progetto è uno strumento per contrastare, oltre all’abbandono scolastico, anche il sempre più diffuso atteggiamento di “rinuncianesimo”.

 

“Non è stato semplice aprire un varco di comunicazione con i ragazzi”, racconta ancora Fiammetta, “la demotivazione iniziale sembrava uno scoglio quasi insormontabile e questo sentimento-atteggiamento viene riportato nella prima clip. Non ci siamo però arresi e abbiamo  cercato di dare un nome a questo senso di “disinteresse” o “rinuncianesimo”. Abbiamo così scoperto che dietro ogni loro rinuncia c’è una delusione subita, da risanare immediatamente rivendicando quello che quasi mai questi ragazzi si sentono dire, ovvero che le loro idee sono occasioni da non perdere”.

 

Il team si è così dotato di strumenti adatti, cavalletto, telecamera, microfoni, storyboard e ognuno ha trovato un suo ruolo nel “set”.

“Abbiamo recitato, scritto, improvvisato, registrato questa loro storia che si dipana in cinque brevi video più un teaser e un backstage con i momenti più divertenti e ci siamo accorti che quella pesantezza iniziale se ne era andata per lasciare spazio ad altro… ”

 

 

Nel montaggio si alternano scene recitate, momenti reali, suoni, voci, bianco/nero e colori. Nella clip finale, dove non si coglie ormai più la demotivazione, i ragazzi leggono estratti del testo “Ecco la scuola che farei” di Renzo Piano.

 

 

Scritto da: Eleonora Curatola