L’identikit del creativo

La mia vicina di casa ogni volta che mi saluta mi dice che sono “camaleontica” che ho “quarcosa de artistico dentro”.
Lei non lo sa che io della creatività ne ho fatto la mia professione. Oltre che il mio marchio.
Ma chi sono i creativi, chi sono questi pazzi squinternati che creano, disfano, inventano, assemblano e spesso hanno bisogno dell’analista?
Non farò di questo primo post un trattato filosofico, non starò qui neanche a spiegare cosa sia la creatività, perché ve lo giuro, ancora neanche io l’ho capito. Vi insinuerò un dubbio.

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    1. Il creativo non è un super eroe
      Nell’immaginario collettivo spesso la persona creativa è quella capace di realizzare qualsiasi cosa. Io detesto quando qualcuno si rivolge a me con quella frase che recita più o meno così: “Dai, che per te è facile! Che ci vuole, inventati qualcosa”.
      Ora, non è che a noi le idee vengono giù come una manna dal cielo. La creatività va maturata, sviluppata ed elaborata; dall’idea, alla messa in pratica di un’idea c’è di mezzo il mare, la spiaggia e gli oceani tutti. Per intenderci.
    2. La solitudine giova
      Si, a volte siamo musoni, pantofolai, orsi. Il silenzio genera spesso le migliori idee. Poi dopo un po’ però deve partire una canzone a palla. Il momento zen dura poco. inspiration_sign
    3. Lavorare agli orari più assurdi non è una scelta. E’ una necessità.
      Figa la vita del creativo e dell’artista che lavora di notte, dorme di giorno, ha le occhiaie e beve litri di caffè. Io ho le occhiaie, bevo dosi eccessive di caffè, soffro di insonnia e non ci vedo nulla di figo. Lavorare agli orari più assurdi è spesso una necessità. Perché devi fare i conti anche con l’ispirazione e se quella di giorno ti abbandona e viene di notte, sei fregato. Intanto il cliente ti ha mandato 7875675 mail.tumblr_nko5w30Kod1upqkq0o1_500
    4. Circondarsi di bellezza
      Su questo lo ammetto, siamo un po’ snob. Ci piace il bello e difficilmente quello che piace agli altri raggiunge per noi il connotato di bello, anzi. Se piace agli altri per noi è brutto. Se piace a noi è oggettivamente bello, chiaro.tumblr_nm3alpsT2T1tvszlto1_540
    5. Osservare la vita degli altri. (Traduzione: Farsi i film)
      Siamo degli osservatori. I creativi amano osservare la gente. Vi succede mai quando viaggiate in metro, le poche volte di cui siete dotati del vostro spazio vitale, di osservare i vostri vicini o dirimpettai di viaggio e immaginare le loro vite? A me si. Che lavoro fanno? Se arrivati a casa prepareranno la cena per qualcuno o ordineranno una pizza in solitudine? Un’altra mia fissa è quella di scrutare i carrelli della spesa della gente. Da una spesa si capisce tantissimo di una persona. Provateci!gente-metro-106d8
    6. Mille fobie
      C’è chi ha paura dei ragni, chi del buio, chi dell’acqua. Personalmente conosco un creativo che ha la fobia dei nani. Si, i nani. Se vede un nano si mette a piangere. Io per elencare tutte le cose di cui ho paura non basterebbe la Treccani, giusto per dirne qualcuna: ho paura dei mezzi pubblici, ho paura del mare aperto, ho paura degli spostamenti, ho paura delle file in galleria, ho paura delle rane. E mi fermo qui.

I creativi non sono così fighi come ce (ve) li raccontano.

 

Scritto da: Imma Lazzaro