Internet, villaggio globale o campo di battaglia?

Internet, villaggio globale o campo di battaglia?

Potente strumento di connessione, una grande opportunità che sfruttiamo ogni giorno e di cui, oramai, non potremmo più fare a meno. In una parola, internet, presenza costante nella nostra vita. Perché dall’inizio della giornata alla sua fine sentiamo la necessità di essere connessi, a volte senza neppure accorgercene: consultiamo giornali online, inviamo e riceviamo messaggi, lavoriamo e facciamo acquisti a distanza. Raccogliamo informazioni sul mondo e raccontiamo noi stessi al mondo, a casa, in ufficio e sui mezzi pubblici. E così, in modo del tutto immediato e naturale, trascorriamo la nostra vita reale all’interno di un’ecosistema comunicativo digitale, la rete, un luogo capace di soddisfare l’esigenza innata dell’uomo di socializzazione.

 

Siamo animali sociali

Il desiderio di aggregazione, come istinto primario o risultato di esigenze, aveva portato il filosofo greco Aristotele a definire l’uomo “animale sociale” già nel IV secolo a.C. E oggi, raccogliendo dati e risultati di indagini sulla presenza online degli utenti – le infografiche in basso mostrano il numero di utenti per regione e la frequenza degli accessi a internet in Italia (fonte: “We are social 2019“) -, non possiamo che confermare questa nostra natura.

 

NavigantiConsapevoli VagoneFMD

 

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Identità e vita virtuale

Ma cosa accade di tanto speciale e accattivante in rete da farci cadere… nella rete?! Il suo potere è quello di replicare in modo amplificato le dinamiche d’interazione umana, sociali e di gruppo, fondate sullo scambio e sulla condivisione. La condivisione si trasforma in interconnessione, e questa in un sistema di valori e punti di riferimento tra persone con i medesimi interessi e bisogni. Nasce una nuova cultura, nascono nuove relazioni: le persone e i loro rapporti fanno le valigie e trasmigrano sui social network.

Trovano posto, così, modi di comunicare e di interagire differenti che portano alla creazione in rete di un’identità altra, non un semplice corrispettivo virtuale del nostro io reale, ma un essere digitale impalpabile plasmato da like e commenti, e orientato a precisi comportamenti nel mondo. Si tratta di un meccanismo silenzioso che scatta soprattutto negli adolescenti, perché è proprio nella delicata fase della vita in cui si trovano che inizia la costruzione del proprio io psichico. E nel contesto sociale attuale è davvero inevitabile la contaminazione del processo di crescita da parte delle dinamiche che si realizzano in rete. Perché nessuno che diventa fin dalla nascita protagonista inconsapevole di storie digitali sparse sul web come tante piccole briciole di Pollicino può sperare di costruire solo nel mondo reale la sua identità.

Inevitabile ma anche estremamente pericoloso perché nel momento preciso in cui decidiamo di condividere online le nostre informazioni queste smettono di essere solo nostre. Ma c’è di più. Secondo lo studio “Personal homepage construction as an expression of social development” condotto dal ricercatore KL Schmitt, l’80% dei ragazzi intervistati, di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, dichiara di creare siti personali perché capaci di aiutarli a far capire agli altri chi sono; il 54%, inoltre, sostiene che attraverso piattaforme online sia più facile raccontarsi rispetto all’interazione tradizionale, faccia a faccia.

 

Una bussola speciale per non perdere l’orientamento

E allora la domanda (anzi più di una) nasce spontanea: esiste un ruolo positivo della rete nell’educazione delle persone per formarle in qualità di cittadini digitali? quali sono i diritti e i doveri degli utenti? quando e perché il confine tra vita reale e virtuale diventa troppo sottile? come evitare i rischi e valorizzare le opportunità connessi a internet?

Noi lo abbiamo chiesto a Emma Pietrafesa, esperta di comunicazione digitale e specializzata nell’analisi di dinamiche di cyberbullismo, protagonista di un pomeriggio al Binario F dedicato alla presenza e sicurezza online. Durante l’evento “Naviganti consapevoli” firmato “Vagone FMD. Da 01 a 100“, l’hub di Facebook ha ospitato la presentazione del libro “Bussola digitale per naviganti consapevoli. Guida all’uso sicuro e informato di internet” (EPC Editore, Roma 2019, collana “Libri in tasca”), un libretto d’istruzioni per non perdere l’orientamento. Ascoltiamo l’intervista di Emma che, insieme a Rosina Bentivenga, Piermaurizio Di Placido, Mauro Alovisio e Sara Moiso, ha dato vita a questo interessante volume.

 

 

Il libro, assolutamente da leggere, vuole responsabilizzare gli internauti, trasformarli in utenti più consapevoli e attenti, e sensibilizzarli su alcuni aspetti connessi all’influenza delle nuove tecnologie sui processi di socializzazione, come la cyber security, il cyberbullismo, e i reati e responsabilità in tema di privacy online.

 

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Scritto da: Ilaria Bonanni