Il web, bacheca virtuale di annunci di lavoro: istruzioni per l’uso

Il web, bacheca virtuale di annunci di lavoro: istruzioni per l’uso

Lo scorso mercoledì eravamo nell’Hub di Facebook alla Stazione Termini di Roma anche nel pomeriggio, per affrontare di nuovo con i migranti il delicato tema del lavoro. Insieme ai ragazzi dell’ITSSET Emanuela Loi di Nettuno in alternanza scuola-lavoro abbiamo ricostruito le principali tappe della vita professionale dei cittadini stranieri presenti in aula e indagato sui mestieri svolti nei paesi di origine, sulle competenze e passioni individuali. Ci siamo serviti del potente strumento del web per fare ricerca di annunci di lavoro e per realizzare una lettera di presentazione efficace e il primo curriculum vitae dei partecipanti. Per chi non avesse letto gli articoli dedicati ai primi due incontri tra i migranti del Centro Enea – una delle principali strutture di accoglienza del Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati gestita dalla Cooperativa Tre Fontane – e gli studenti dell’Istituto Loi, questo è quello che è accaduta durante i precedenti appuntamenti con il laboratorio interculturaleShare“:

  • Primo incontro. La realizzazione del bilancio delle competenze e dell’analisi delle caratteristiche personali degli “allievi”, per individuare la strategia migliore per aiutarli attraverso l’uso delle nuove tecnologie – l’articolo che parla dell’intera giornata.
  • Secondo incontro. L’elaborazione di un progetto professionale individuale, a partire dalla definizione delle capacità tecniche, delle soft e hard skills fondamentali per intraprendere le professioni d’interesse e dei punti di forza e debolezza su cui investire e lavorare – il link dove trovare maggiori informazioni.

Durante il terzo incontro abbiamo svolto una piccola indagine per poi fornire alcune preziose indicazioni su come orientarsi tra le numerose offerte di lavoro presenti online e rispondere in modo corretto a quelle maggiormente in linea con il proprio background. Abbiamo navigato sui siti internet dei principali servizi pubblici presenti sul territorio – Centri per l’Impiego, RomaL@bor, Porta Futuro, Centri di Orientamento al Lavoro – e sfogliato virtualmente alcuni giornali online – Lavoro Facile, Roma Lavoro, Roma Giovani, Porta Portese -, per poi passare ai più noti motori di ricerca – Monster, Indeed, InfoJobs, CliccaLavoro, JobisJob, Trovit, CareerJet, JobRapido, MotoreLavoro, JobCrawler, MrLavoro. Abbiamo spiegato loro che per aumentare le possibilità di trovare un’occupazione è fondamentale presentare un gran numero di candidature spontanee, e che non bisogna scoraggiarsi se non si riceve dalle aziende un riscontro immediato.

Un breve video mostra l’impegno, le piccole difficoltà ma soprattutto la collaborazione dei ragazzi durante il laboratorio di “Vagone FMD. Da 01 a 100” di Fondazione Mondo Digitale, a Binario F di Facebook.

Ma torniamo alla nostra indagine: di cosa si occupavano i ragazzi migranti prima di arrivare in Italia? Cosa fanno oggi? Quali sono le loro ambizioni future? Sotto una scheda riassuntiva per conoscerli meglio.

Infografica Share VagoneFMD

Quello che è emerso è una diffusa difficoltà di ricollocarsi nel complesso mondo del lavoro, anche per coloro che hanno diversi anni di esperienza. Parlando con i migranti capiamo che il motivo principale di questa situazione è imputabile alle competenze linguistiche, ancora troppo deboli per garantirne la completa integrazione nel Paese ospitante. Ma questo non è l’unico motivo: la disoccupazione è un problema diffuso, che colpisce cittadini stranieri e italiani.

Secondo i dati ISTAT, il tasso di occupazione a ottobre 2018 risulta pari al 58,7%. Più nel dettaglio, si registra un calo degli occupati tra i 25 e i 49 anni, una lieve crescita tra i 15enni e i 24enni e un aumento più consistente tra gli over 50. Il tasso di disoccupazione, che si distribuisce equamente per età e genere, sale al 10,6% (+0,2 punti percentuali su base mensile), con un lieve aumento di quello giovanile che si attesta al 32,5% (+0,1 punti).

Il quadro delineato dal Rapporto Censis 2018 sulla situazione sociale dell’Italia, invece, mostra come nel 2017 circa 330.000 lavoratori d’età compresa tra i 20 e i 29 anni fossero a rischio povertà. Si tratta del 12,4% – in crescita rispetto al 2016 di circa 10.000 persone – e riguarda maggiormente gli occupati che svolgono un lavoro indipendente. Il rischio di povertà tra le persone con meno di 14 anni è passato invece dal 20,4% al 25,1%, aumentando di quasi 5 punti percentuali; fra i 15 e i 24 anni, poi, l’incidenza è persino maggiore: 1 giovane su 4 è a rischio povertà. Nella classe d’età compresa fra i 25 e i 34 anni sono invece 163.000 i sottoccupati – il 4% degli occupati. Una situazione poco rassicurante che porta l’Italia in testa ai paesi dell’Unione Europea in cui si registra la quota minore di cittadini convinti di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore della precedente generazione: il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono infatti convinte che non riusciranno a migliorare la loro attuale condizione. A questi dati se ne aggiunge un altro estremamente significativo: il 58% degli italiani crede che una delle principali motivazioni della situazione appena descritta sia imputabile al flusso migratorio degli ultimi anni. L’idea che i cittadini stranieri sottraggano posti di lavoro a quelli italiani ci sembra davvero molto lontana dalla realtà, soprattutto alla luce delle testimonianze dei protagonisti di “Share”.

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Scritto da: Ilaria Bonanni