Il mio ultimo giorno di scuola

Il mio ultimo giorno di scuola

Ultimo-giorno-scuolaSolo chi lavora nella scuola conosce il miscuglio di emozioni e di ricordi che si vive l’ultimo giorno.

Tra palloncini, striscioni, bibite, libri delle vacanze, temperature torride, gli insegnanti fanno festa con i propri alunni nonostante la stanchezza e le minacce di gavettoni.

In quella giornata si scrollano di dosso il peso di programmazioni, verifiche, colloqui, a volte qualche polemica e assaporano l’inizio della meritata pausa anche dai quotidiani “Stai composto per favore!” e  “Non correre in corridoio!”

Giorno di bilanci, in cui si ripensa a tutto, si riflette ad alta voce tra colleghi facendo progetti per l’anno nuovo perché per gli insegnanti l’anno inizia a settembre, non a gennaio.

Ci sono ultimi giorni di scuola che sono davvero ultimi: quando la maestra cambia scuola o va in pensione, quando un bambino si trasferisce o la promozione apre un nuovo ciclo di studi per i ragazzi. Ecco, questo è stato il mio caso.

Così ho salutato a malincuore i bambini con i quali ho lavorato per 5 anni e, nonostante l’affetto per tutti gli alunni che ho avuto,  non ricordo di aver provato tanto dispiacere nel distacco dalle classi precedenti. Sarà forse che questi bambini sono quasi coetanei delle mie figlie, e che hanno spesso giocato con loro nel giardino della scuola. O perché io sono coetanea dei loro genitori è stato così naturale capirli ed essere capita. O forse per qualche strana alchimia che solo un esperto nelle dinamiche relazionali potrebbe svelare, è stato un gruppo “nato bene”, così da subito, un’annata fortunata, come accade per il buon vino.

E che sia stato grazie al sole o all’aula miracolosa, ho avuto il privilegio di veder crescere bambini meravigliosi, e di osservare genitori attenti ed affettuosi che, senza accorgersene, mi hanno insegnato molto.

Per salutarli ho scelto parole di Martin Luther King, per un augurio e un abbraccio lungo tutta la vita, trattenendo a fatica qualche lacrima.

Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate un cespuglio nella valle,
ma siate il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.

Se non potete essere una via maestra siate un sentiero.
Se non potete essere il sole siate una stella,
non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate
Cercate ardentemente di capire a cosa siete chiamati
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.

M.L.King

 

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Scritto da: Cristiana Zambon