Gender equality, motore d’innovazione per la digital transformation

Gender equality, motore d’innovazione per la digital transformation

La cultura delle pari opportunità sul luogo di lavoro rappresenterebbe un efficace moltiplicatore di innovazione e crescita. È quanto emerge dalla recente ricerca “Getting to Equal 2019”, l’indagine firmata Accenture che ha coinvolto oltre 18.000 professionisti uomini e donne di 27 paesi del mondo. Tra i tanti e interessanti dati emersi dallo studio, due catturano la nostra attenzione:

  • L’esistenza nei dipendenti italiani di una mentalità volta all’innovazione quasi 7 volte superiore nelle società in cui le persone sono messe nella condizione di progredire rispetto a quelle con una cultura delle parità meno forte.
  • La politiche di inclusione finalizzate ad aumentare il numero di donne in azienda avrebbero il potere di attivare meccanismi virtuosi di digital transformation, che a loro volta comporterebbero un aumento del PIL di 8mila miliardi di dollari in 10 anni.

Nonostante questo, il “Global Gender Gap Report 2018” registra un peggioramento complessivo dell’Italia rispetto al divario di genere nel triennio 2016 al 2018: siamo passati dalla posizione 50 alla 70 su 149 paesi. Si tratta di una situazione che non riguarda solo il nostro paese; una delle ultime ricerche pubblicate dall’International Journal of Science “Nature” mostra come negli Stati Uniti siano più del 40% le donne con una carriera nel campo delle STEAM costrette a lasciare il proprio impiego dopo la nascita del primo figlio, rispetto al solo 23% degli uomini.

 

Women4Steam VagoneFMD

 

La battaglia per le pari opportunità nel mondo del lavoro è ancora molto lunga, ma non si ferma la sfida della Fondazione Mondo Digitale per trasformare le nuove tecnologie in strumenti di inclusione e per formare una comunità intelligente e capace di dare vita a un’economia digitale basata (anche) sul motore di innovazione rappresentato dalla gender equality. Ogni piccolo passo in avanti rappresenta una vittoria, come quella che porta il nome di Miriam, una delle ultime partecipanti del laboratorio dedicato al coding in rosa.  Vogliamo dedicare il nostro articolo anche a questa studentessa del Liceo Classico Sperimentale Bertrand Russell amante delle materie letterarie – la giornata trascorsa nell’hub insieme alle sue compagne viene raccontata in questo articolo  – e alla sua intervista, perché ci piace raccontare storie di piccoli cambiamenti, e Miriam rappresenta una di quelle che si sono realizzate grazie al programma “Vagone FMD. Da 01 a 100“. Con “Social4Stem” la ragazza si è avvicinata per la prima volta ai linguaggi di programmazione: sotto la guida della formatrice Lara Forgione ha scoperto Scratch e i suoi blocchi colorati, ma soprattutto che il coding non è fatto solo di stringhe di comandi e che può essere interessante anche per chi, come lei, non ha un buon rapporto con le materie tecnico-scientifiche. Questa è la sua testimonianza.

 

 

Scritto da: Ilaria Bonanni