“The tail of tail”. Il digital storytelling per raccontare la nostra avventura a Binario F

“The tail of tail”. Il digital storytelling per raccontare la nostra avventura a Binario F

È giunto alla fine il percorso di alternanza scuola-lavoro dei ragazzi dell’IIS Croce-Aleramo al Binario F di Facebook. Gli studenti sono saliti per la prima volta sul “Vagone FMD. Da 01 a 100” di Fondazione Mondo Digitale lo scorso 9 novembre e hanno preso parte a 5 appuntamenti che li hanno visti protagonisti, insieme ai migranti del Centro SPRAR EneaCooperativa Tre Fontane -, di “Share“.

Il laboratorio dedicato alla diffusione delle competenze digitali fra i cittadini stranieri, nato con l’obiettivo di rafforzare e accelerare il processo di inclusione culturale e sociale dei migranti nel Paese ospitante, gli ha dato la possibilità di calarsi nei panni di tutor digitali, regalandogli un’esperienza esclusiva e privilegiata.

Sono stati per più di un mese “volontari della conoscenza“: un po’ incerti all’inizio, timidi e non particolarmente convinti di essere all’altezza del ruolo assegnatogli. Ora dopo ora, incontro dopo incontro, lo scetticismo iniziale ha lasciato il posto a nuove consapevolezze. Tutto è possibile con impegno e collaborazione. Tutto può accadere se realmente si desidera. Le barriere linguistiche, le differenze tra culture intimoriscono, ma solo quando si rimane in superficie.

Prima di vedere come si è conclusa la loro avventura, ripercorriamo velocemente le tappe del loro viaggio. Siamo partiti da 5 parole, quelle che ogni italiano dovrebbe sapere prima di partire per il Paese di origine dei migranti presenti in aula. Obiettivo: la realizzazione di un audio vocabolario multilingue utile a superare uno dei principali ostacoli al processo di integrazione e alla ricollocazione nel mondo del lavoro, la scarsa conoscenza dell’italiano. Un test online ha permesso di avere un’idea più chiara del livello di conoscenza della lingua straniera, mentre grazie ai siti internetNon parlo italiano” e “Noi parliamo italiano!”è stato possibile esercitarsi e correggere il tiro sulla grammatica e ampliare il proprio vocabolario con l’ausilio di dizionari. Siamo passati dai siti web alle applicazioni per gli smartphone: “Duolinguo” e “Presente Italia per stranieri”, facili e divertenti, entrambe pensate per Android e per iPhone, offrono lezioni ed esercitazioni con valutazione istantanea sulla pronuncia, l’ascolto e la traduzione. In ultimo, ci siamo “serviti” della geografia per ampliare l’audio-vocabolario: un viaggio virtuale lungo tutto lo Stivale ha fatto conoscere nuovi termini ai migranti, che hanno così potuto raccontare il proprio Paese servendosene.

Dopo questo breve excursus, torniamo allo scorso venerdì. L’ultimo incontro è stato davvero speciale: una lezione dedicata interamente alla realizzazione della storia della loro storia nell’Hub di Facebook. “The tail of tail“, insomma, dove i protagonisti sono stati loro, proprio come è accaduto durante il laboratorio interculturale “Share”. Dopo una breve introduzione alla narrazione tramite gli strumenti di digital storytelling, è stato illustrato l’uso di Story Visualizer, il software che offre una varietà di modelli di scrittura creativa per aiutare gli studenti a documentare e condividere le loro storie. I ragazzi hanno creato brevi racconti incentrati sulla loro esperienza insieme, hanno progettato uno storyboard, scattato selfie e creato i testi per ogni singola scena del loro prodotto digitale.

Quali sono state le considerazioni finali? Ce le dicono direttamente i protagonisti in questo breve video.

Un’occasione di crescita, di scambio di conoscenze, di storie e competenze tra mondi differenti. Un processo di evoluzione che ha fatto nascere nuove amicizie. Sono queste le parole chiave che racchiudono il senso di “Share”. Sono questi i cambiamenti operati dall’accoglienza, proprio come testimonia il lavoro portato avanti dalla Fondazione Cittalia, dal Servizio Centrale dello Sprar e dal Centro Astalli presentato al Dipartimento di Scienza della Formazione dell’Università Roma Tre lo scorso 4 dicembre. Le esperienze raccolte raccontano come l’apertura verso nuove culture abbia sempre ricadute positive per i territori, come sia capace di innescare cambiamenti che portano allo sviluppo delle comunità locali.

Noi della Fondazione Mondo Digitale vi facciamo il nostro più grande in bocca al lupo. Vi auguriamo di rimanere sempre così: attenti ai bisogni degli altri, accoglienti e aperti nei confronti di ciò che è diverso e distante, disponibili, collaborativi, comprensivi e tolleranti. E di non perdere la capacità di scavare in profondità.

Concludiamo con una gallery fotografica degli scatti più belli che parlano di questa bellissima storia condivisa.

Trovate l’album completo con tutte le immagini dei laboratori di “Vagone FMD. Da 01 a 100” sul nostro profilo Flickr.

Scritto da: Ilaria Bonanni